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Risultati di Windows Live® Search Ispirazione In teologia, fenomeno di prossimità al divino, interpretato come azione di forze soprannaturali sull'anima. Il termine viene utilizzato anche in arte per designare l'elemento creativo. Si considerano ispirati gli indovini, cui vengono trasmesse conoscenze esoteriche sul futuro tramite voci, sogni, oracoli e segni; le sibille greche e i profeti dell'Antico Testamento, che traggono le loro profezie dai sogni o dall'estasi. L'esempio classico di profetismo è rinvenibile nella cultura ebraica, ma il fenomeno ricorre anche nei movimenti profetici diffusi nel Terzo Mondo. La storia della religiosità cristiana presenta una filiazione spiritualistica che assume in molti casi tratti rivoluzionari (vedi Montanismo; Quaccheri; Chiese pentecostali). Anche per le sacre scritture appartenenti alle diverse religioni si ipotizza spesso un'origine soprannaturale. L'ispirazione divina delle Sacre Scritture è particolarmente radicata nell'area culturale cristiana. I primi autori cristiani, come ad esempio Paolo, rivendicavano l'origine divina della loro ispirazione (Corinzi 1:7-40; 14-37). Secondo la dogmatica cattolica infatti, gli autori della Bibbia godevano dell'influsso carismatico di Dio; la patristica sviluppò il concetto di ispirazione verbale, secondo cui Dio non ispira solo il contenuto del testo sacro, ma anche ogni singola parola, perfino la punteggiatura. Il concilio vaticano II, accogliendo taluni aspetti di un dibattito durato secoli e accentuatosi nel XIX e XX secolo, ha tuttavia riconosciuto l'autonomia e la libertà degli autori sacri e delle opere che a essi fanno capo. L'ispirazione è così tornata all'interno del concetto di rivelazione. Nell'Islam, il Corano è autentica parola divina: ispirazione significa quindi suggerimento diretto senza il minimo contributo umano. Nella concezione buddhista ortodossa, il canone in lingua pali è 'parola di Buddha'.
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