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Introduzione; Prima guerra arabo-israeliana; Seconda guerra arabo-israeliana; Terza guerra arabo-israeliana; Quarta guerra arabo-israeliana; Quinta guerra arabo-israeliana
Guerre arabo-israeliane Guerre combattute tra lo stato di Israele, sorto nel 1948 sul territorio del mandato britannico della Palestina, e i paesi arabi confinanti (in particolare Egitto, Giordania e Siria), che non ne riconoscevano l'esistenza.
Chiamata dagli israeliani 'guerra d'indipendenza'. Subito dopo la proclamazione dello stato di Israele, il 14 maggio 1948, esso fu attaccato dagli eserciti di Egitto, Siria, Giordania, Libano e Iraq. Mentre l'Haganah, l'organizzazione militare sionista costituita nel periodo del mandato, era scarsamente equipaggiata, i paesi arabi disponevano di truppe regolari. Tuttavia, a causa dei contrasti interni ai singoli paesi, Israele riuscì a neutralizzare rapidamente l'attacco. Il 1° giugno, su pressione dell'ONU, fu stipulato un armistizio. Nelle settimane seguenti Israele poté rafforzare sensibilmente le proprie forze armate, ribattezzate Zahal, e la controffensiva (ottobre 1948 - gennaio 1949) inflisse agli arabi una pesante sconfitta. Il 24 febbraio 1949 l'Egitto concluse con Israele un armistizio, cui entro il luglio aderirono gli altri paesi arabi. Alla fine del conflitto, Israele controllava un territorio molto più vasto di quello ricevuto dal piano di spartizione delle Nazioni Unite. La Palestina orientale (Cisgiordania) fu affidata all'amministrazione della Giordania, la striscia di Gaza a quella egiziana.
Detta anche 'guerra del Sinai'. Fu intrapresa da Israele per allentare la morsa dei paesi arabi confinanti e possibilmente ampliare ulteriormente i propri territori. Nel corso della crisi di Suez, il 31 ottobre 1956 truppe francesi e inglesi occuparono la zona del canale. Due giorni prima, evidentemente d'accordo con Francia e Gran Bretagna, Israele aveva già sferrato un attacco contro l'Egitto e nell'arco di pochi giorni conquistò la penisola del Sinai e la striscia di Gaza. Tuttavia dopo le minacce dell'Unione Sovietica di intervenire militarmente a fianco dell'Egitto, Israele, Gran Bretagna e Francia, su pressione degli Stati Uniti, dovettero ritirarsi. Nella penisola del Sinai e nel golfo di Aqaba vennero dislocate truppe delle Nazioni Unite. Il successo militare di Israele e dei due paesi europei si tramutò quindi in una vittoria politica dell'Egitto nei confronti delle ex potenze coloniali.
Detta anche guerra dei Sei giorni. Il blocco egiziano del golfo di Aqaba (maggio 1967) e la presenza di truppe egiziane, giordane e siriane sul confine israeliano furono per Israele l'occasione per scatenare una guerra contro gli stati arabi confinanti. Il primo giorno, il 5 giugno 1967, l'intera flotta aerea araba venne annientata e nei cinque giorni seguenti l'esercito israeliano attaccò le truppe di terra e conquistò la striscia di Gaza, la Cisgiordania, compresa la parte araba della città di Gerusalemme, la penisola del Sinai e le alture del Golan in Siria. A causa della sconfitta, il 9 giugno il presidente egiziano Gamal Abd el-Nasser si dimise. Nel novembre successivo le Nazioni Unite reagirono alla vittoria israeliana con la risoluzione 242, in cui chiedevano il ritiro di Israele dai territori occupati e il reciproco riconoscimento della sovranità di tutti gli stati della regione. La risoluzione cadde completamente nel vuoto.
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