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Nuova Oggettività

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Grosz: DämmerungGrosz: Dämmerung

Nuova Oggettività Corrente artistica fiorita in Germania negli anni Venti del Novecento. Trae il nome da una mostra, organizzata nel 1925 a Mannheim, e intitolata 'Neue Sachlichkeit' (in tedesco, 'nuova oggettività'). Vi presero parte artisti accomunati dalla critica all'espressionismo e alle tendenze astratte, e fautori di un ritorno a un'osservazione minuziosa della realtà e a un netto e preciso disegno dell'oggetto. In questo senso il movimento è avvicinabile alla ricerca condotta negli stessi anni dal pittore italiano Giorgio de Chirico e dal gruppo di artisti vicino alla rivista 'Valori Plastici'. All'interno della Nuova Oggettività si distinguono tendenze eterogenee.

Vi aderirono pittori come Otto Dix e George Grosz, che dipinsero in chiave grottesca i costumi e le ipocrisie della borghesia, e Christian Schad, autore di quadri caratterizzati da un'analitica freddezza. Meno orientati alla critica sociale e più inclini ad atmosfere magico-romantiche furono gli esponenti del cosiddetto 'realismo magico': Georg Schrimpf, che stilizzò la realtà fino all'idillio, Alexander Kanoldt (1881-1939) con i suoi lavori perfettamente geometrici che risentono dell'esperienza cubista e Franz Radziwill (1895-1983) con i suoi paesaggi surreali. Fecero propri i temi del movimento anche artisti quali Carl Grossberg (1894-1914), Heinrich Hoerle (1895-1936) e Franz Wilhelm Seiwert (1894-1933).

Nella fotografia la Nuova Oggettività si tradusse in lavori sperimentali che si concentrarono sull'esatta rappresentazione di oggetti quotidiani quali rubinetti, chiavi, stoviglie e simili. Tra i suoi esponenti più importanti vi furono László Moholy-Nagy, lo stesso Christian Schad e Albert Renger-Patzsch.

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