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Risultati di Windows Live® Search Paolini, Giulio (Genova 1940), pittore e scultore italiano. Compiuti gli studi di grafica, si dedicò a dipinti minimalisti, collage, “artefatti” e disegni, integrando nelle sue creazioni le riproduzioni di altre opere sotto forma di calchi in gesso (Mimesis, 1976) e fotografie per analizzare il rapporto originale-copia. Nel 1967 presentò alla prima mostra di Arte povera Giovane che guarda Lorenzo Lotto, opera in cui compare anche la foto in bianco e nero di un quadro di Lotto, al fine di rappresentare il complesso dialogo tra artista, opera e destinatario. Dall'inizio degli anni Ottanta Paolini ha compreso nella sua produzione anche elementi architettonici (Cariatidi, 1980, Centre Georges Pompidou, Parigi) e video; disegna inoltre costumi e scenografie per l'opera e il teatro. Tra i più interessanti protagonisti italiani dell’arte concettuale, Paolini pone al centro della sua arte la riflessione sugli elementi tradizionali e “aulici” del fare creativo, sulle forme e sugli stilemi consolidati della pittura e della scultura, segnati profondamente dal patrimonio del passato classico. Il tema dell’influenza (e del peso) della grande arte antica ricorre anche nella sua produzione più recente, che denuncia il difficile compito dell’artista contemporaneo, costretto a un funambolico equilibrismo tra citazione, ripresa ironica, esplorazione delle potenzialità comunicative del doppio e della copia (Vis à Vis, 1992). Esemplare è l’opera Martirio di san Sebastiano (2002), nella quale Paolini guarda all’immagine creata dal Perugino nell’omonima tela come a una metafora del martirio dell’uomo moderno, vittima impotente, ma tragicamente consapevole, dello scorrere del tempo: le frecce che trafiggono il corpo del santo diventano le linee rosse delle lancette di un inesorabile orologio.
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