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Risultati di Windows Live® Search Trattati di Rapallo Serie di accordi bilaterali firmati a Rapallo all’indomani della prima guerra mondiale. Il primo trattato fu concluso il 12 novembre 1920 tra Italia e Iugoslavia per chiudere la questione di Fiume e della Dalmazia, rimasta insoluta al termine della prima guerra mondiale. Alla presenza dei delegati italiani Giovanni Giolitti e Carlo Sforza, e dei rappresentanti della Iugoslavia Milenko Vesnić e Ante Trumbić, fu firmato il trattato in base al quale l’Italia cedeva parzialmente i territori ottenuti con il patto di Londra, rinunciava alla Dalmazia, tranne Zara, e otteneva il confine con l’Istria al Monte Nevoso e ad Abbazia. Si stabiliva inoltre che Fiume (Rijeka) fosse dichiarata “città libera”. Fiume divenne in seguito oggetto di disaccordo tra Italia e Iugoslavia: il suo territorio fu diviso tra i due paesi contendenti con il trattato di Roma del 27 gennaio 1924. Il secondo trattato fu firmato il 16 aprile 1922 tra Germania e Unione Sovietica per la normalizzazione dei rapporti reciproci. Era stato stipulato parallelamente alla conferenza sull’economia mondiale di Genova, su iniziativa del ministro degli Esteri tedesco Walther Rathenau, per anticipare un’intesa tra francesi, inglesi e sovietici sulle richieste di risarcimento russe alla Germania. In base a questo trattato, entrambe le potenze rinunciavano alle rivendicazioni reciproche sorte dalla prima guerra mondiale, concordavano il miglioramento dei loro rapporti economici e avviavano contatti diplomatici. L’Unione Sovietica veniva così riconosciuta internazionalmente, mentre la diplomazia tedesca conquistava un più ampio raggio d’azione. Il trattato fu accolto con diffidenza dalle potenze occidentali, perché fu interpretato come un tentativo dei tedeschi di aggirare le clausole del trattato di Versailles (1919) e di minacciare il confine polacco a ovest.
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