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L'ateismo di Feuerbach e dei cosiddetti 'maestri del sospetto' (Marx, Nietzsche e Freud, secondo una celebre definizione di Paul Ricoeur) è caratterizzato dalla contrapposizione tra Dio e uomo: la vera emancipazione dell'uomo postula la negazione di Dio.
Karl Marx riprese le teorie di Feuerbach, applicandole al campo della politica. Per Marx la religione aveva funzione consolatoria nei confronti di una realtà dolorosa e insoddisfacente e si configurava come l''oppio dei popoli', perché distoglieva l'uomo dalla lotta per cambiare le strutture economiche ingiuste, promettendo il paradiso in un'altra vita. La critica della religione diventa così critica delle strutture materiali ed economiche della realtà: quando la società senza classi sarà realizzata, secondo Marx, la religione sparirà da sé.
Dal canto suo, Friedrich Nietzsche annunciò la 'morte di Dio', che determina non solo la negazione di Dio da parte dell'uomo, ma pure il ribaltamento di tutti gli ideali e i valori tradizionali: in particolare, Nietzsche annunciò la fine del cristianesimo, che esalta la 'morale dei deboli' enfatizzando la compassione, la sofferenza, l'ascesi. Si tratta invece di riscoprire la 'fedeltà alla terra', creando nuovi valori; il 'superuomo' è il nuovo tipo di uomo, capace, con la 'volontà di potenza', di farsi misura delle cose, di creare da sé i propri valori superando la morale codificata: 'Gli dei sono tutti morti, ora vogliamo che viva il superuomo'.
Sigmund Freud incentrò la sua critica alla religione sul ruolo dominante della figura paterna nell'infanzia. La religione, che secondo Freud avrebbe consegnato all'autorità di una potente figura divina l'autocontrollo e la rinuncia individuale alle pulsioni, viene concepita come 'nevrosi ossessiva collettiva', riconducibile al rapporto col padre dominante. Per Freud questa nevrosi risalirebbe a un complesso di Edipo collettivo, per cui i maschi dell'orda primitiva avrebbero compiuto un parricidio, divinizzando poi il padre defunto e onorandolo con riti per esorcizzare il senso di colpa. Pertanto la religione, essendo legata al bisogno di protezione dell'uomo di fronte alle forze della natura e alle difficoltà della vita, è un atteggiamento infantile che proietta sul padre-Dio il bisogno di protezione; all'opposto, secondo Freud, l'uomo potrebbe e dovrebbe trovare in sé la forza di diventare adulto e affrontare problemi e difficoltà della vita.
Emblematico in questo senso è il pensiero di Jean-Paul Sartre che rifiutò il concetto di un Dio onnipotente in quanto negazione di ogni forma di libertà dell'uomo. Anche se Dio esistesse, l'uomo si definirebbe solo a partire da se stesso: 'l'uomo deve essere libero, dunque Dio non esiste'. In breve, secondo Sartre, noi siamo 'condannati' a muoverci entro un orizzonte progettuale dal quale Dio è necessariamente escluso, assumendoci passo dopo passo la responsabilità delle nostre scelte, poiché, se da un lato siamo ciò che progettiamo di essere, dall'altro non siamo liberi di rinunciare alla libertà.
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