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Risultati di Windows Live® Search Immaginazione Facoltà di rappresentarsi oggetti, persone e situazioni indipendentemente dall’esperienza sensoriale. Fin dalle origini della filosofia, il tema dell’immaginazione (o fantasia, termine spesso usato come sinonimo) è stato oggetto di studio. Platone sosteneva che l’immaginazione fosse ampiamente indipendente dalle sensazioni, mentre Aristotele attribuiva maggiore importanza all’esperienza proveniente dai sensi, di cui l’immaginazione costituirebbe un arricchimento e un ampliamento, una volta assenti gli oggetti della sensazione stessa; queste visioni hanno influenzato tutta la cultura filosofica occidentale sulla questione dell’immaginazione. Durante il Rinascimento, particolarmente importante fu il contributo fornito da Giordano Bruno, che legò l’attività immaginativa alla facoltà della memoria e alla presenza di tematiche universali. Con l’empirismo inglese, nel XVII-XVIII secolo, lo studio dell’immaginazione, definita da Francis Bacon come la capacità di attuare “matrimoni e divorzi illegali tra le cose”, si separò dal campo dell’indagine scientifica: da questo momento in poi il tema dell’immaginazione si legò indissolubilmente ai campi dell’arte e della poesia. L’opera di Immanuel Kant e dell’idealismo filosofico ha contribuito notevolmente a riaffermare il valore conoscitivo dell’immaginazione. Nel XX secolo il tema dell’immaginazione fu affrontato da Jacques Lacan e da Gaston Bachelard, che operarono entrambi un cambiamento terminologico introducendo il concetto di “immaginario” e sottolineando in questo modo lo spostamento dell’attenzione dall’attività immaginativa ai prodotti di questa stessa attività, in termini di simboli e creazioni in parte comuni a tutta l’umanità (nella terminologia junghiana si parla, a questo proposito, di archetipi) e in parte propri della storia individuale. Secondo Carl Gustav Jung, esiste una differenza tra immaginazione e fantasia: la prima infatti, intrecciandosi con la percezione e il pensiero astratto, fa sì che l’uomo possa rappresentare a se stesso e agli altri la realtà in una prospettiva umanamente comprensibile: in tal senso costituisce una sorta di ponte che mette in relazione l’uomo e il mondo. La fantasia, invece, non è altro che illusione o fuga dalla realtà. Da questa distinzione Jung fa derivare il suo metodo dell’immaginazione attiva, che consiste nel favorire la visualizzazione dei contenuti inconsci e il confronto cosciente con essi attraverso un vero e proprio dialogo con le immagini prodotte dall’inconscio.
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