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Risultati di Windows Live® Search Kinski, Klaus Nome d’arte di Niklaus Gunther Nakszynski (Sopot 1926 - San Francisco 1991), attore polacco. Nel 1943 si arruolò nell’esercito nazista; dopo la guerra fu imprigionato in un campo di concentramento e successivamente in manicomio. Dopo esperienze nel teatro tedesco e francese, esordì al cinema con il poliziesco I morituri (1948) di Eugene York. Seguirono I dannati (1951) di Anatole Litvak, La paura (1954) di Roberto Rossellini, Tempo di vivere (1958) di Douglas Sirk. Per il ruolo dell’anarchico nel Dottor Zivago (1965) di David Lean ricevette una nomination all’Oscar. Interprete di oltre 140 film, tra gli anni Sessanta e Settanta Klaus Kinski attraversò in mefistofeliche parti i più diversi generi cinematografici (“spaghetti western”, horror, erotico), in pellicole come Per qualche dollaro in più (1965), di Sergio Leone, Quien Sabe? (1966) di Damiano Damiani, A doppia faccia (1969) di Riccardo Freda, Justine, ovvero le disavventure della virtù (1969) di Jesus Franco, lavorando però anche con Andrzej Zulawski (L’importante è amare, 1974) e Billy Wilder (Buddy Buddy, 1981). Con la figlia Nastassja recitò in Per amore e per denaro (1982) di James Tobak. Il connubio artistico più significativo fu quello con il regista tedesco Werner Herzog, che lo diresse in Aguirre furore di Dio (1972), Woyzeck (1978) da Georg Büchner, Nosferatu, principe della notte (1979), Fitzcarraldo (1982) e Cobra verde (1988), da Bruce Chatwin; in queste pellicole Kinski riuscì a tratteggiare indimenticabili ritratti di superuomini folli e visionari perduti nella delirante realizzazione dei propri sogni. L’ultimo film interpretato (e l’unico diretto) da Kinski fu l’allucinata biografia Paganini (1989).
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