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Galassia di Andromeda Grande galassia a spirale (nota anche come M31) situata nella costellazione Andromeda, a circa 2,2 milioni di anni-luce di distanza dalla Terra.
La galassia di Andromeda è la più grande delle galassie prossime alla Via Lattea, la galassia cui appartiene la Terra. A causa della relativamente piccola distanza dalla Terra, Andromeda appare molto brillante, con una magnitudine apparente di 3,4: è facilmente visibile a occhio nudo, in una notte limpida e scura. Il suo diametro è di 200.000 anni-luce, e dunque la galassia appare nel nostro cielo cinque volte più grande della Luna piena. A causa della sua vicinanza e brillantezza, la galassia di Andromeda è la più studiata delle galassie esterne: l’osservazione delle galassie è infatti uno strumento essenziale per gli astronomi, anche per comprendere le caratteristiche della nostra galassia, la cui struttura è quasi completamente nascosta dalle nubi di polvere presenti nel suo piano equatoriale. A un’esposizione fotografica di lunga durata, la galassia di Andromenda mostra strutture estremamente interessanti: bracci a spirale, regioni di stelle in formazione, ammassi globulari (gruppi densi e sferici di stelle), ammassi aperti (raggruppamenti di stelle meno numerosi e meno densi), materia interstellare e resti di supernova. La massa complessiva di Andromeda dovrebbe essere compresa fra 300 miliardi e 400 miliardi di volte la massa del Sole. Il telescopio spaziale Hubble ha mostrato che la galassia ha un doppio nucleo, forse perché in passato ha inglobato una galassia più piccola.
La prima osservazione storicamente provata di Andromeda risale al 905 d.C. da parte dell'astronomo persiano as-Sufi, che la descrisse come una 'piccola nube' nel suo Trattato sulle Stelle Fisse (1009). È invece all'astronomo tedesco Simon Marius che si usa attribuire la prima osservazione della galassia effettuata con un telescopio: egli ne descrisse il leggero bagliore nel 1611 o 1612.
L'astronomo francese Charles Messier fece di Andromeda il trentunesimo elemento del suo Catalogo di Nebulose e Gruppi di Stelle, compilato dal 1758 al 1784, dopo averla osservata nel 1764. Il secondo nome di Andromeda, M31, si riferisce appunto al numero da essa posseduto nel catalogo di Messier. Messier studiò la galassia con diversi strumenti, incluso un eccellente telescopio, ma non poteva distinguere le singole stelle: così formulò l'ipotesi che Andromeda fosse una nebulosa, una nube di gas e polvere situata a poche decine di anni-luce dalla Terra. Fu solo nel 1923 che l'astronomo americano Edwin Hubble misurò la distanza di M31 e mostrò che essa non era una nebulosa contenuta all'interno della Via Lattea, bensì un'altra galassia, composta da centinaia di miliardi di stelle, probabilmente assai simile per struttura e dimensioni alla Via Lattea stessa.
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