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Risultati di Windows Live® Search Molecola polare Molecola neutra che presenta una distribuzione asimmetrica della carica elettrica, all’interno della quale si possono distinguere due regioni spaziali di carica parziale, rispettivamente positiva e negativa. Queste cariche formano un dipolo elettrico, e vengono rappresentate con i simboli δ+ e δ-.
La formazione di una molecola polare si deve alla diversa elettronegatività degli atomi che partecipano al legame molecolare. Gli atomi più elettronegativi sono quelli che esercitano un’intensa attrazione sugli elettroni degli orbitali esterni, a causa dell’alto valore della propria carica nucleare: questo, in generale, fissato un periodo della tavola periodica, è vero per gli elementi che occupano le posizioni associate ai numeri atomici più alti. Nei legami covalenti fra atomi di diversa elettronegatività, il nucleo dell’atomo più elettronegativo attrae verso di sé gli elettroni messi in comune, acquisendo una carica parziale negativa, mentre l’altro nucleo, rimasto sguarnito degli elettroni di legame, mostrerà una carica parziale positiva della medesima intensità. Un esempio di molecola polare è quella del fluoruro di idrogeno, in cui il fluoro è l’atomo più elettronegativo. La molecola possiede perciò un momento di dipolo pari a:
In molecole composte da più di due atomi, i dipoli dei singoli legami possono compensarsi, come accade nel biossido di carbonio:
che possiede due dipoli di eguale intensità in direzioni opposte. L’acqua, invece, è una molecola in cui i momenti dipolari non si compensano, perché i legami sono disposti ad angolo:
Il momento dipolare di una molecola svolge un ruolo importante nella struttura dei legami molecolari: le molecole polari, infatti, tendono a sistemarsi in modo che le regioni di carica positiva si oppongano a quelle di carica negativa, stabilendo così un’intensa attrazione reciproca.
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