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Guerre persiane

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Guerre persianeGuerre persiane
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1

Introduzione

Guerre persiane Conflitti che opposero tra il 490 e il 478 a.C. l’impero persiano alle città-stato della Grecia antica; la vittoria di quest’ultima segnò l’affermazione del modello politico e culturale ellenico nel Mediterraneo antico.

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Prima guerra persiana (490 a.C.)

La politica espansionistica achemenide perpetrata da Dario I, che aveva posto sotto il controllo persiano l’Ellesponto, il Bosforo, la Tracia, la Macedonia e Taso, era stata ostacolata dalla rivolta delle città greche della Ionia, sulle coste dell’Asia Minore (culminata con la presa di Sardi nel 498 a.C.): l’insurrezione fu repressa quattro anni dopo. Nel 490 a.C. l’esercito persiano, forte di circa 25.000 uomini, salpò per la Grecia al comando dei generali Dati e Artaferne: distrutta Náxos, raggiunse l’Eubea e quindi sbarcò in Attica. Qui, nella piana di Maratona, come riporta lo storico Erodoto, gli ateniesi e i plateesi affrontarono i persiani, sconfiggendoli e obbligandoli a ritirarsi.

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Seconda guerra persiana (480-478 a.C.)

Il re Serse, che successe a Dario nel 486 a.C., organizzò una nuova e più imponente spedizione, che secondo la tradizione contava su 300.000 uomini e oltre mille navi. Riunite in un congresso panellenico a Corinto nel 481 a.C., le póleis greche affidarono il comando delle operazioni a Sparta, stabilendo una duplice linea di difesa, suggerita dall’ateniese Temistocle, che doveva avere come punti di forza il passo delle Termopili per terra e capo Artemisio per mare. Passato l’Ellesponto, le armate di Serse dovettero vincere l’eroica resistenza di Leonida e dei suoi 4000 opliti (di cui 300 spartani), che si sacrificarono alle Termopili per permettere alla flotta ateniese di ritirarsi (primavera del 480 a.C.).

Dopo aver saccheggiato la Focide e la Beozia, i persiani invasero l’Attica, prendendo Atene (la cui popolazione era già fuggita) e incendiandone l’acropoli. La flotta persiana, nel frattempo, fu attirata nella stretta baia di Salamina, dove fu sconfitta nel settembre del 480 a.C.: perse circa 200 navi, la flotta fu costretta a tornare a Sardi, mentre l’esercito (comandato da Mardonio) rimase a svernare in Tessaglia.

Le truppe greche, comandate dallo spartano Pausania, sbaragliarono le armate persiane a Platea (479 a.C.), in Beozia, nello stesso giorno in cui la flotta greca conseguiva la vittoria navale presso Micale, in Asia Minore, consentendo la conquista della città di Sesto sull’Ellesponto, e ripristinando così il controllo greco sul Chersoneso l’anno seguente.

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