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Guerre anglo-olandesi Conflitti navali che opposero, tra il 1652 e il 1654 e tra il 1665 e il 1667, la Gran Bretagna all’Olanda (vedi Province Unite), causati dallo scontro fra gli interessi commerciali dei due paesi nelle Indie Orientali, nel Baltico e nell’Artico, aree di dominio olandese durante la prima metà del XVII secolo.
La repubblica inglese aveva messo in atto, con l’Atto di navigazione del 1651, una politica protezionistica: le merci potevano essere importate in Inghilterra solo su navi inglesi o su navi del paese d’origine. La guerra diventò inevitabile e le flotte dei due paesi si scontrarono nel maggio del 1652. Tra il 1652 e il 1653 gli olandesi persero diversi convogli mercantili. Gli inglesi imposero un blocco dei porti olandesi, costringendo i nemici ad arrendersi nell’aprile del 1654. I termini di resa offerti dal Lord Protettore del Commonwealth, Oliver Cromwell, furono tuttavia miti: con la pace di Westminster le Province Unite accettarono di porre termine all’appoggio che prestavano al re Carlo II Stuart, ma le dispute commerciali rimasero una questione aperta.
L’Atto di navigazione fu una delle prime leggi riproposte in Parlamento quando Carlo II Stuart riottenne il trono nel 1660. Nonostante un trattato anglo-olandese del 1662 prevedesse una soluzione negoziata delle dispute tra i due paesi, l’ambasciatore inglese all’Aia preferì il confronto diretto. La conquista della colonia olandese di Nuova Amsterdam da parte inglese nel 1664 provocò lo scoppio della guerra l’anno seguente. Dopo una serie di sconfitte, gli olandesi ottennero l’appoggio dei francesi, che entrarono in guerra al loro fianco nel gennaio del 1666. La flotta inglese fu battuta nella cosiddetta “battaglia dei quattro giorni” e, per un breve periodo, gli olandesi controllarono il canale della Manica: approfittando della situazione d’emergenza verificatasi in Inghilterra dopo l’incendio di Londra, essi distrussero la base navale inglese a Chatham. Con la pace di Breda del 1667 l’Olanda ottenne di migliorare i termini dell’Atto di navigazione, ma gli inglesi mantennero Nuova Amsterdam, che fu ribattezzata New York. A distanza di sei mesi dalla firma del trattato di pace, inglesi e olandesi conclusero un’alleanza contro i francesi che avevano invaso i Paesi Bassi spagnoli; tuttavia l’antagonismo rimase e, con il trattato segreto di Dover del 1670, Carlo II accordò aiuto ai francesi. Il governo inglese, prossimo alla bancarotta, contava su una vittoria-lampo, ma l’opinione pubblica sospettava che l’alleanza con i francesi fosse intesa a stabilire un regime assolutista cattolico in Inghilterra; il Parlamento condannò quindi una nuova guerra e Carlo, privo di fondi, fu costretto a chiedere la pace nel febbraio del 1674. Vedi anche Impero coloniale britannico; Impero coloniale olandese.
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