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Manfredi

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Dante: dal PurgatorioDante: dal Purgatorio

Manfredi (? 1232 - Benevento 1266), principe di Taranto e re di Sicilia (1258-1266), figlio naturale di Federico II, imperatore del Sacro romano impero. Dotato di capacità intellettuali non comuni, alla morte del padre (1250) divenne reggente sul trono di Sicilia per il fratellastro Corrado IV, che si trovava in Germania. La sua reggenza fu osteggiata da papa Innocenzo IV, che aveva scomunicato Federico II e si era battuto per l’affermazione del potere temporale della Chiesa sull’impero.

Alla morte di Corrado, sopraggiunta nel 1254, Manfredi accettò la reggenza della Sicilia per il nipote Corradino, ma il nuovo pontefice Alessandro IV lo scomunicò ed egli dalla Puglia, con l’aiuto di truppe saracene, dichiarò guerra al papa; nel 1257 sconfisse l’esercito del papa e il 10 agosto 1258, dopo aver diffuso la falsa notizia che Corradino era morto, fu incoronato a Palermo re di Sicilia.

Insediatosi sul trono proseguì la politica del padre e cercò di tessere alleanze prendendo posizione all’interno di ogni faida cittadina o nobiliare. Dopo essere stato scomunicato da papa Alessandro una seconda volta, si schierò in Toscana con i ghibellini e prese parte alla battaglia di Montaperti (1260) che si concluse con una grave sconfitta per i guelfi. Per rafforzare ulteriormente la propria posizione combinò il matrimonio tra la figlia Costanza e l’infante Pietro d’Aragona. Tuttavia la scomunica gli venne rinnovata dal nuovo papa, Urbano IV, il quale si appellò al conte Carlo d’Angiò, fratello del re di Francia Luigi IX, e forte del suo sostegno bandì una crociata contro Manfredi. Il conte scese in Italia e nella battaglia di Benevento (1266) Manfredi fu sconfitto e ucciso.

Manfredi fu un generoso mecenate e accolse alla sua corte scienziati, poeti e artisti. Fece tradurre numerosi testi dall’arabo e dal greco e scrisse egli stesso versi in volgare. La sua figura è rievocata da Dante in un canto della Divina Commedia (Purgatorio, III).

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