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Restaurazione Meiji

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Restaurazione MeijiRestaurazione Meiji

Restaurazione Meiji Periodo della storia del Giappone (1868-1912) che vide la formazione di un potente stato moderno, dopo l’abolizione dello shogunato dei Tokugawa e il ripristino del governo imperiale. L’apertura dei porti giapponesi alle navi americane dopo secoli di totale isolamento, imposta con un’azione di forza dall’ammiraglio statunitense Matthew Calbraith Perry nel 1853, mise a nudo l’ormai estrema debolezza degli shogun Tokugawa.

Le accese reazioni xenofobe dei nazionalisti più radicali (ispirati dalle idee di Motoori Norinaga e sostenuti dai giovani samurai e dai daimyo dell’Ovest, guidati dai clan Choshu e Satsuma) si unirono alla richiesta di profondi mutamenti interni: ribellatisi apertamente allo shogunato, oltre all’espulsione degli stranieri essi chiesero il pieno ripristino dell’autorità imperiale.

La resistenza dell’ultimo shogun Tokugawa Yoshinobu ebbe fine nel novembre 1867; i ribelli del clan Satsuma occuparono il palazzo imperiale di Kyoto (3 gennaio 1868) e proclamarono la restaurazione della monarchia assoluta, retta dal giovane imperatore Meiji Tenno. Le armate imperiali, rafforzate dalle milizie dei clan Choshu, Satsuma e Tosa, riconquistarono poi la capitale dello shogunato, ponendo definitivamente fine alla guerra civile nel 1869.

I vasti possedimenti dello shogun Yoshinobu furono confiscati e passarono sotto il diretto controllo di Saigo Takamori, Okubo Toshimichi, Kido Takayoshi e degli altri fautori della restaurazione, che costituirono la nuova élite di governo. La capitale fu trasferita a Edo, ribattezzata Tokyo. Nel 1871 furono conquistati anche i territori dei daimyo che avevano osteggiato la restaurazione imperiale, e fu avviata una serie di profonde riforme strutturali, come l’istituzione di un sistema d’istruzione obbligatoria e della leva militare, e la promozione dello scintoismo come religione di stato ai danni del buddhismo. Furono convocati, inoltre, esperti occidentali per la costruzione di ferrovie e l’organizzazione di un esercito e di una flotta moderni. I samurai, che avevano appoggiato la restaurazione imperiale, si ribellarono al potere centrale quando, ridotti al rango di funzionari di stato, videro aboliti i loro privilegi: l’insurrezione (che fu l’ultima manifestazione del vecchio ordine) venne però soffocata nel 1877.

La modernizzazione delle strutture nazionali proseguì con la creazione della Banca del Giappone e l’avvio di una nuova politica fiscale, sino alla promulgazione di una Costituzione, nel 1889, che istituì la nascita di un regime parlamentare. Il Giappone dell’epoca Meiji raggiunse in tempi eccezionalmente brevi il livello economico dei maggiori paesi industrializzati dell’Occidente, manifestando la sua potenza militare con le schiaccianti vittorie ottenute nella guerra cino-giapponese (1894-95) e nella successiva guerra russo-giapponese (1904-1905).

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