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Risultati di Windows Live® Search Cattività avignonese Termine che indica il periodo compreso tra il 1309 e il 1377, durante il quale sette papi risiedettero ad Avignone, in Francia; fu definito “cattività babilonese della Chiesa”, con riferimento al periodo di esilio trascorso dal popolo ebraico a Babilonia (586-538 a.C.), per intendere la condizione di “prigionieri” dei francesi (dal latino captivus) subita dai papi. Dopo l'arresto di Bonifacio VIII nel suo palazzo ad Anagni da parte di mercenari al soldo della corte francese, il re Filippo IV il Bello costrinse il papa Clemente V a trasferire la sede pontificia ad Avignone. Del forte condizionamento che i re di Francia esercitarono in quel periodo sul papato testimonia il fatto che tutti i sette papi di Avignone furono francesi per nascita, come pure 111 dei 134 cardinali nominati in quegli anni. I papi avignonesi riorganizzarono l'amministrazione della Chiesa, ne svilupparono l'attività missionaria e fecero vari tentativi per promuovere la pace tra i sovrani in Europa. Negli stessi anni il Sacro Collegio dei cardinali accrebbe grandemente il proprio potere manifestando in modo sempre più evidente il contrapporsi di due funzioni: pro e antifrancese, il che fu una delle cause del Grande Scisma d'Occidente avvenuto con l'elezione di Urbano VI (1378). Nel 1367 papa Urbano V cercò di riportare il papato a Roma ma dopo tre anni tornò ad Avignone: fu il suo successore Gregorio XI che, sollecitato da santa Caterina da Siena, fece nuovamente di Roma la sede del vicario di Cristo.
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