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Risultati di Windows Live® Search Nagy, Imre (Kaposvár 1896 - Budapest 1958), uomo politico ungherese, primo ministro dell'Ungheria (1953-1955; 1956). Ferito e fatto prigioniero dall'esercito zarista durante la prima guerra mondiale, si trovava in Siberia quando scoppiò la Rivoluzione bolscevica. Divenuto comunista e cittadino sovietico, si arruolò nell'Armata Rossa. Nel 1923 fece ritorno in Ungheria per organizzarvi un Partito comunista clandestino ma, arrestato nel 1927, fuggì a Mosca rimanendovi fino al 1944, quando le forze sovietiche raggiunsero Budapest. Nominato ministro dell'Agricoltura (1944-45) del primo governo comunista ungherese, si occupò della ridistribuzione delle terre ai contadini; come ministro degli Interni (1945-46) entrò in contrasto con la politica del partito guidato da Mátyás Rákosi, e venne accusato di nazionalismo. Per la sua opposizione all'istituzione delle aziende agricole collettive fu oggetto (1949) delle critiche di Stalin; venne destituito dall'incarico per un anno, ma alla morte di Stalin (1953), succedette a Rákosi come primo ministro. Durante il breve governo di Malenkov in URSS, Nagy permise ai contadini di abbandonare le aziende collettive, riconoscendo che il progetto era fallito; tuttavia nel 1955 fu costretto a rassegnare le dimissioni e venne espulso dal partito. Nell'ottobre del 1956, durante la rivolta antisovietica, Nagy tornò ad assumere la carica di primo ministro: le sue promesse di indire elezioni democratiche e di liberare l'Ungheria dai sovietici lo resero per dieci giorni un eroe nazionale. Arrestato dalle sopraggiunte truppe sovietiche, venne condotto in Romania; processato in segreto, fu condannato a morte e giustiziato.
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