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Risultati di Windows Live® Search Bartali, Gino (Ponte a Ema, Firenze 1914 – Firenze 2000), ciclista italiano. Iniziò la carriera in maniera polemica, facendo presagire lo stile che contraddistinse il personaggio per tutta la sua carriera. Vinse infatti la prima corsa alla quale partecipò, ma la giuria decise di squalificarlo: si trattava del Gran Premio Aspiranti, riservato ai corridori che non avevano ancora 17 anni e Bartali li aveva compiuti proprio il giorno prima. Dopo un buon passato dilettantistico, debuttò tra i professionisti alla Milano-Sanremo del 1935. Andò in fuga tutto solo, ruppe la bicicletta e venne raggiunto da Olmo, Guerra e Cipriani che sfruttarono la scia delle macchine. Allo sprint fu quarto e presentò reclamo: la giuria multò (500 lire a testa) il terzetto inseguitore con la compiacenza delle vetture del seguito. Bartali pretese però che quella multa venisse inflitta solo a lui invece che alla Federciclo, secondo prassi. Partecipò per la prima volta al Tour de France all'età di ventitré anni, ma fu costretto al ritiro in seguito a una brutta caduta. Vinse per la prima volta la grande corsa a tappe nel 1938 e la seconda, ben dieci anni dopo, nel 1948. Tra i suoi successi si ricordano anche tre vittorie al Giro d'Italia (1936, 1937 e 1946); due al Giro della Svizzera (1946 e 1947); quattro alla Milano-Sanremo (1939, 1940, 1947 e 1950); tre volte al Giro di Lombardia (1936, 1939 e 1940). Ma si aggiudicò pure quattro campionati italiani, cinque Giri di Toscana, tre Giri del Piemonte, tre Giri dell'Emilia, un Giro di Romandia e un Giro dei Paesi Baschi. Vinse 45 corse per distacco, vestì in 23 occasioni la maglia gialla e in 50 quella rosa. Fallì un solo grande traguardo: il Campionato del Mondo. La carriera del ciclista toscano fu segnata dalla sua amicizia-rivalità con Fausto Coppi, con il quale diede vita a innumerevoli sfide sulle strade d'Italia e di Francia. Spesso i due si trovarono a lottare assieme e lo fecero in modo splendido, come nell'occasione del Tour vinto da Coppi nel 1949; altre volte si annullarono a vicenda lasciando via libera agli avversari stranieri, come nel Mondiale del 1952. I due campioni avevano entrambi una propria fedelissima schiera di tifosi e per alcuni anni l'Italia fu divisa in due opposte fazioni, dalle connotazioni non esclusivamente sportive: Bartali infatti, cristiano fervente, rappresentava l'Italia cattolica, mentre il 'laicismo' di Coppi era accentuato dalle movimentate vicende sentimentali del campione tortonese. La leggenda sportiva vuole che passione politica e sportiva si siano mescolate nel luglio del 1948, quando, lo stesso giorno in cui il fallito attentato a Palmiro Togliatti stava per far esplodere in tutta Italia la protesta popolare dei sostenitori dei partiti di sinistra, la notizia diffusa per radio della vittoria di Bartali al Tour distolse le folle dai propositi di rivolta politica.
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