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Risultati di Windows Live® Search Nonsense Breve composizione poetica che ottiene effetti paradossali, talvolta comici, capovolgendo le tradizionali norme logiche, sintattiche e semantiche. Ha molte caratteristiche comuni a quelle delle nursery rhymes, o filastrocche infantili, che accostano spesso parole senza senso a eventi assurdi. L'uso del termine si deve a Edward Lear, che nel Libro dei nonsense (1845) si servì di specifiche caratteristiche formali come rime ripetute, filastrocche o limerick e nomi stravaganti. Questi stessi tratti compaiono in opere di Lewis Carroll, soprattutto in La caccia allo Snark (1876). Prima ancora, la logica capovolta di Alice nel paese delle meraviglie (1865) e Attraverso lo specchio (1871) aveva trovato espressione proprio nei nonsense, spesso in funzione di parodia. I caratteri del nonsense comparvero anche in correnti letterarie che al realistico preferivano l'assurdo, come il surrealismo. Se ne ha un esempio in Façade (1922) di Edith Sitwell, o nell'opera dell'americano E.E. Cummings, che si servì inoltre di particolari effetti tipografici. Anche il teatro dell'assurdo di Eugène Ionesco e Samuel Beckett assimilò, pur entro altre strutture, i meccanismi del nonsense.
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