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Agricoltura biologica

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Introduzione

Agricoltura biologica Insieme di tecniche agronomiche finalizzate alla produzione di alimenti e fibre rispettando le interazioni tra organismi viventi e ambiente. Nell’agricoltura biologica l’intervento dell’uomo è condizionato dalla necessità di limitare o escludere l’impiego di prodotti chimici di sintesi; viene esaltata la produttività ottenuta salvaguardando l’ambiente, gli equilibri naturali, la salute e le caratteristiche organolettiche delle produzioni agricole, il benessere degli animali allevati e la biodiversità. Si tratta di un sistema produttivo molto sofisticato che prevede anche l’applicazione di importanti conoscenze scientifiche, spesso necessarie dove si intende ripristinare un modello agricolo biologico in luogo del modello intensivo.

L’International Federation of Organic Agriculture Movements (IFOAM), un’organizzazione internazionale che riunisce tutti i movimenti che si adoperano per la diffusione dell’agricoltura biologica, ha stabilito alcuni principi fondamentali ai quali le varie associazioni di produttori e trasformatori biologici fanno riferimento.

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Cenni storici

Prima dell’applicazione della chimica alle tecniche di produzione intensiva, cioè dell’introduzione di prodotti di sintesi come fertilizzanti, stimolanti o pesticidi, la coltivazione biologica era l’unico sistema noto di coltivazione agricola.

I primordi di una “cultura” del biologico, almeno in Europa, si possono fare risalire alla fine del secolo XIX, quando vennero istituite le cosiddette Reform Haus berlinesi in cui si tentava di curare l’alcolismo somministrando una dieta di frutta, verdura, pane non raffinato e altri prodotti non sofisticati. Il filosofo austriaco Rudolf Steiner definì per primo il termine di agricoltura “biodinamica”, descrivendone i criteri che furono adottati dai suoi seguaci.

Un notevole impulso fu dato dalla britannica Eve Balfour (1899-1990), il cui lavoro di ricerca, compiuto tra gli anni Venti e Trenta, sfociò nella pubblicazione del libro The Living Soil, avvenuta nel 1944. L’interesse che il testo suscitò condusse, nel 1946, alla nascita dell’associazione denominata Soil Association. Tale organizzazione, insieme con altre simili sorte successivamente in altri paesi, aveva come obiettivo la ricerca, lo sviluppo e la promozione di una relazione sostenibile fra suolo ed esseri viventi, con l’obiettivo di produrre alimenti sani senza degradare l’ambiente. Un’altra figura di spicco fu lo scrittore ed economista anglo-tedesco Ernst F. Schumacher (1911-1977), che si fece interprete di una corrente di pensiero incline a un ritorno alla terra.

In Italia, la creazione della prima Associazione per l’Agricoltura Biodinamica si ebbe a Milano nel 1947. A partire dalla fine degli anni Settanta, anche in Italia il settore agricolo si è rivolto con sempre maggiore interesse ai metodi di coltivazione biologica, rispondendo alle esigenze di un mercato via via più attento alla qualità e alla genuinità dei prodotti e anche grazie alla diffusione di tematiche ambientali operata da associazioni e movimenti ambientalisti. Verso la fine degli anni Novanta, l’attenzione per il biologico è aumentata in alcune fasce di consumatori anche per effetto del dibattito sull’impiego di organismi transgenici nell’alimentazione umana.

Attualmente l’agricoltura biologica è particolarmente fiorente nell’Europa centrosettentrionale: l’Austria, con il 6% delle aree coltivate, è il principale produttore nel settore biologico, seguita da Germania, Olanda e Danimarca. Nei paesi dell’Unione Europea, per poter commercializzare i propri prodotti come biologici, le aziende agricole e quelle di trasformazione devono rispondere alle prescrizioni stabilite dal regolamento CEE 2092/91 e devono sottoporsi al controllo di un ente certificatore autorizzato.

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Principali criteri di coltivazione biologica

La lavorazione biologica del terreno di coltura interessa in modo particolare gli strati più superficiali, in modo da sfruttare la zona di maggiore concentrazione della sostanza organica ed evitare di portare in superficie strati profondi, poveri di humus; in genere la profondità di aratura ideale non supera i 20-30 cm. La concimazione esclude prodotti chimici: vengono utilizzati letame, residui di coltivazione e preparati minerali per la reintegrazione di potassio e fosforo; per l’arricchimento del suolo in azoto, invece, si applica la rotazione delle colture con fasi a leguminose, che permettono la fissazione dell’azoto atmosferico nel terreno, grazie all’opera di batteri specializzati che vivono in simbiosi nelle loro radici.

Il controllo delle piante infestanti viene effettuato attraverso sistemi quali l’uso di sementi particolarmente selezionate, il trapianto o la falsa semina; quest’ultima tecnica consiste nel simulare una semina 2-3 settimane prima di quella vera, per indurre la germinazione delle piante infestanti che, quindi, vengono interrate prima della semina vera e propria. Il sistema più diffuso di lotta antiparassitaria biologica, infine, consiste nell’introduzione di nemici naturali dei parassiti.

In linea con i criteri generali sopra esposti, i principi essenziali dell’agricoltura biologica, disciplinata in Europa dal regolamento CEE 2092/91, prevedono: il mantenimento della fertilità del suolo mediante le rotazioni colturali, la consociazione, l’inerbimento, la coltivazione delle leguminose, l’uso di letame o di altra sostanza organica, il sovescio; il controllo degli insetti dannosi con l’utilizzo di varietà resistenti o il ricorso a pratiche quali l’uso dei naturali predatori degli animali fitofagi e degli insetti succhiatori della linfa, della cosiddetta “confusione sessuale” (in cui tramite feromoni si attirano gli insetti e li si allontanano dalle colture), della “cattura in massa”, o attraverso l’impiego di batteri letali per i parassiti (ad esempio, Bacillus thuringensis agisce contro le larve dei lepidotteri) e di insetticidi naturali.

La flora infestante deve essere controllata mediante opportune lavorazioni del terreno, attraverso l’avvicendamento di colture diverse sullo stesso terreno, il pirodiserbo, la pacciamatura; i parassiti vegetali vanno controllati utilizzando varietà resistenti, utilizzando sostanze naturali caratterizzate da bassa tossicità nei confronti dell’uomo e dell’ambiente.

La zootecnia biologica si ispira al principio del benessere animale, nel rispetto del quale vanno garantiti agli animali spazi minimi – attraverso ricoveri e forme di stabulazione che consentano l’accesso alla luce e all’aria aperta – un’alimentazione sana e condizioni di vita che prevengano l’insorgenza di malattie. L’alimentazione deve essere attuata tramite l’80% di alimenti biologici; le malattie vanno curate con prodotti omeopatici e solo in determinate situazioni possono essere utilizzati farmaci chimici.

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