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Struttura articolo
Introduzione; Ruolo ecologico del parassitismo; Tipi di parassiti; Parassiti dell’uomo; Parassitismo nelle piante
È stato calcolato che più della metà degli individui appartenenti alla specie umana ospita una o più specie di parassiti; queste specie, particolarmente diffuse ai Tropici, comportano mortalità e morbilità che si riflettono in incalcolabili costi sociali ed economici. Ogni anno i parassiti della malaria colpiscono, ad esempio, fino a 500 milioni di individui, uccidendone più di 2 milioni; i tripanosomi, che in Africa causano la malattia del sonno e in Sud America il morbo di Chagas, complessivamente affliggono circa 20 milioni di individui. I nematodi colpiscono più di 1400 milioni di individui, mentre la filaria, responsabile dell’elefantiasi, ne affligge circa 100 milioni. Altri parassiti sono responsabili delle epidemie che ogni anno uccidono centinaia di capi di bestiame da allevamento o ne riducono la produttività e rendono invendibili milioni di tonnellate di carne. Fra gli ectoparassiti, le pulci, le zecche, gli acari e le sanguisughe causano irritazioni e ferite e sono i vettori di molte, gravi malattie. La peste, ad esempio, può venire trasmessa dalle pulci. Altri parassiti colpiscono animali di grande valore economico come i bachi da seta o i pesci di allevamento.
I parassiti sono organismi altamente adattabili, che spesso evolvono sistemi per limitare i meccanismi di difesa dei loro ospiti. I parassiti dell’uomo, in particolare, sono in grado di sviluppare forme di resistenza ai farmaci, e per questo motivo sono molto difficili da distruggere. Vi sono piani di intervento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per cercare di debellare almeno alcuni degli organismi più pericolosi per l’uomo, gli allevamenti e le coltivazioni; contro virus e batteri, in particolare, i composti impiegati sono vaccini e antibiotici. I parassiti rappresentano una minaccia costante soprattutto nei confronti dei soggetti immunodepressi, quali i malati di AIDS e coloro che si sottopongono a terapie che comunque risultano immunosoppressive, come la radioterapia; per tali pazienti, possono essere molto pericolosi anche parassiti che per gli altri individui non risultano particolarmente dannosi.
Il parassitismo è un tipo di relazione che si instaura anche nei vegetali. Esistono diverse piante parassite che si nutrono a spese di altre piante. Può trattarsi di vegetali parassiti parziali, che traggono parte del loro nutrimento dall’ospite, o parassiti completi, che dipendono interamente dall’ospite per il cibo. I parassiti parziali hanno foglie verdi, con cui, tramite il processo di fotosintesi, sono in grado di sintetizzare carboidrati a partire da acqua e sostanze inorganiche, che traggono dall’ospite, anziché dal terreno. Esempi di questo tipo di comportamento sono le piante del genere Castilleja, che colonizzano le radici di altri vegetali. Il vischio è un tipico rappresentante di un gruppo di piante parassite che non sviluppano radici: i loro semi, trasportati di albero in albero dagli uccelli, germinano e formano speciali appendici (austori), con cui penetrano fino ai vasi conduttori dell’ospite. Le piante che possiedono un parassitismo obbligato presentano una particolare anatomia: hanno foglie vestigiali (cioè strutture che rappresentano foglie trasformatesi nel corso dell’evoluzione) prive di clorofilla, e non sviluppano radici funzionanti. Un esempio di questi vegetali è rappresentato dalla cuscuta: i suoi semi germinano nel terreno formando una piccola radice, che serve per ancorare la pianta al suolo, ma non per assorbire acqua e sali, e un fusto lungo, sottile e flessibile, che cresce in superficie finché non incontra una pianta verde su cui arrampicarsi. Un parassitismo completo si riscontra anche in alcune piante tropicali appartenenti alla famiglia delle rafflesiacee, che non hanno né fusti, né foglie e crescono solo su particolari specie di piante verdi. Oltre agli austori, gli unici altri organi di questi parassiti sono fiori privi di petali, composti da cinque enormi sepali che emanano un odore di carne marcia. Gli insetti, attirati da questo odore, trasportano il polline del parassita di fiore in fiore. Alberi e coltivazioni possono rappresentare gli ospiti per parassiti come virus (responsabili di malattie come il mosaico del tabacco), batteri (fonte di svariate forme di batteriosi), funghi (che determinano malattie come la ruggine o l’oidio), nematodi, insetti fitofagi (che suggono la linfa, distruggono i tessuti vegetali delle foglie e scavano gallerie nelle cortecce). Vedi Malattie delle piante.
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