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Torre pendente, Pisa Celebre campanile del Duomo di Pisa; sorge nel complesso monumentale di piazza (o campo) dei Miracoli, che include, oltre alla chiesa cattedrale, anche il Battistero e il Camposanto. La prima pietra del campanile fu posta il 9 agosto 1173: un'iscrizione sul basamento reca la data del 1174, riferita tuttavia al calendario pisano, che faceva iniziare l’anno il 25 marzo, giorno dell'Annunciazione, e quindi in anticipo di quasi un anno sul calendario tradizionale. Il progetto, stilisticamente coerente con quello del Duomo, è di artista ignoto, da alcune fonti antiche riconosciuto in Bonanno Pisano, mentre studi recenti tendono a identificarlo in Diotisalvi, architetto del Battistero. Dopo la costruzione dei primi tre piani il cedimento del terreno impose la sospensione dei lavori (1185 ca.); quando essi ripresero, attorno agli anni Dieci del XIII secolo, furono adottati i primi provvedimenti per correggere la pendenza dell'edificio, che tuttavia continuò ad aumentare. Attorno al 1280 i lavori subirono una nuova interruzione, dopo il completamento del settimo piano. L'ultimo livello, di diametro minore e destinato a ospitare le campane, fu aggiunto alla fine del XIV secolo, forse con la collaborazione di Andrea Pisano. Dall’alto della torre si dice che Galileo avesse condotto i suoi esperimenti sulla caduta libera dei gravi.
La fama della Torre, derivata dalla caratteristica pendenza, tende a oscurare la sua importanza quale magnifico esempio di arte romanica. A pianta rotonda con diametro esterno di circa 20 metri, il campanile si sviluppa per più di 55 metri sopra il livello del terreno, scandito in otto ordini, compresa la base decorata da arcate cieche e la cella campanaria alla sommità. Oltre che dall’elegante successione di loggette della sezione centrale, il monumento è abbellito da una ricca decorazione a rilievi e intarsi marmorei, in parte attribuita allo scultore Biduino, attivo in territorio pisano nel XII secolo. Il portale, finemente scolpito, è ornato da figure zoomorfe. L’interno dell’edificio è cavo, chiuso superiormente da una volta sopra la quale poggia la cella campanaria, cui conducono 293 scalini.
La scarsa documentazione pervenutaci non consente una precisa ricostruzione della storia della Torre. Pare comunque appurato che il monumento fosse stato concepito per svettare perfettamente verticale nella piazza, in una posizione che doveva metterne in evidenza la grandiosità e la magnificenza della decorazione. Già nelle prime fasi costruttive, tuttavia, si verificò uno sprofondamento irregolare nel terreno argilloso sottostante, che portò i costruttori a tentare vari interventi di consolidamento. Durante il prosieguo dei lavori la pendenza continuò ad aumentare, anche se leggermente. Il più drastico provvedimento preso in conseguenza di questo inconveniente riguardò il settimo ordine e la cella campanaria, che vennero realizzati non più in asse con i piani sottostanti, ma inclinati dalla parte opposta alla pendenza dell’edificio. Per circa cinque secoli dopo il termine dei lavori la Torre continuò a inclinarsi molto lentamente: dalle rilevazioni compiute dal Vasari nel 1550, e da quelle disposte nel 1817 dagli studiosi britannici Edward Cresy e George Taylor, la pendenza era aumentata di soli 5 centimetri. Nel corso del XIX secolo, tuttavia, essa ebbe una brusca accelerazione, che proseguì nel secolo successivo: nel 1989 la Torre di Pisa aveva raggiunto un’inclinazione di oltre 4 metri rispetto all’asse verticale. Dal gennaio 1990 fino al dicembre 2001 è stato condotto un importante intervento di restauro e consolidamento, grazie al quale la pendenza è stata ridotta di circa 40 centrimetri, garantendo la sopravvivenza del monumento per almeno altri tre secoli.
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