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Cabaret Spettacolo di intrattenimento condotto da un presentatore e composto da canzoni, sketch e monologhi di carattere prevalentemente satirico e trasgressivo. Il termine, che in francese significava originariamente “taverna”, designa anche il luogo in cui si svolge lo spettacolo: solitamente un locale piccolo e intimo, come un club o un caffè, frequentato da un pubblico ristretto che nel corso della rappresentazione può consumare cibi o bevande.
Già nelle primissime società urbanizzate esistevano forme di intrattenimento cantate o recitate, in locali pubblici o privati, per accompagnare i pasti. Una forma primitiva del cabaret moderno si trova nelle prestazioni dei buffoni di corte o dei commedianti e dei musicisti girovaghi che frequentavano le taverne. Fin dai tempi di Villon e Rabelais (XV e XVI secolo), le mescite di vino costituivano infatti i luoghi di ritrovo abituale per intellettuali e artisti che erano soliti utilizzare tale platea per lanciare invettive o imbastire storielle sarcastiche contro la cultura e il potere costituito. La fusione di canzoni popolari e sketch all’interno di una rappresentazione pubblica si è sviluppata in Europa alla fine del XIX secolo. La mescolanza di canti, scenette e monologhi nota oggi come cabaret nacque a Parigi, per poi diffondersi in Germania e negli altri paesi europei. Il termine designava gli spettacoli organizzati in piccoli ristoranti e caffè da giovani artisti e poeti che volevano presentare in pubblico le loro opere.
Il primo cabaret europeo fu lo Chat Noir, creato a Parigi nel 1881 dal pittore Rodolphe Salis. Ubicato nel quartiere bohémien di Montmartre e dotato di sessanta posti a sedere, il locale ebbe un immediato successo e procurò grande notorietà alla soubrette Yvette Guilbert, una delle prime stelle di questa nuova forma di genere teatrale. In Germania il cabaret più noto fu lo Schall und Rauch, fondato da Max Reinhardt e destinato a trasformarsi in un piccolo teatro. In Svizzera, il Voltaire di Zurigo aveva tra i suoi abituali frequentatori Tristan Tzara e il gruppo dadaista. In Russia è da ricordare tra i maggiori esempi del nuovo genere il Chauve-Souris di Nikita Balieff, fondato nel 1908.
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Il cabaret berlinese del primo dopoguerra
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Dopo la prima guerra mondiale, il cabaret a Berlino assunse connotati politici (e vi contribuirono, tra gli altri, scrittori e artisti come Bertolt Brecht e Karl Valentin), dichiaratamente antinazisti, tanto che nel 1935 gli spettacoli vennero vietati. Un affresco del cabaret berlinese venne tracciato dallo scrittore inglese Christopher Isherwood in Addio a Berlino (1939), romanzo che offrì a Bob Fosse lo spunto per girare il film Cabaret (1972), interpretato da Liza Minnelli. La tradizione satirica del cabaret tedesco continuò nella Germania dell’Est, dove rappresentò una delle poche forme di opposizione al regime comunista.