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Sindrome da sforzo ripetuto Disturbo collegato alle attività lavorative, che in genere colpisce gli arti superiori, ed è causato da ripetute contrazioni dei muscoli durante lo svolgimento di particolari attività quali, ad esempio, l'utilizzo di tastiere di computer o di macchine per scrivere. Viene definita anche 'sindrome da uso eccessivo'. La sindrome da sforzo ripetuto colpisce le donne sei volte più degli uomini, probabilmente a causa dell'alta proporzione di donne impiegate come segretarie e in occupazioni simili. I lavoratori maggiormente a rischio sono, infatti, segretarie, dattilografe, telefoniste e altri lavoratori che usano la tastiera del computer, come giornalisti e traduttori. Sono ad alto rischio anche i musicisti, in particolare i pianisti. Alla fine degli anni Ottanta, in Australia e negli Stati Uniti prima e poi in Gran Bretagna sono state avviate molte cause legali per la sindrome da sforzo ripetuto. Tuttavia, dopo la modifica delle abitudini lavorative e dell'ambiente di lavoro, attualmente il problema è diminuito in Australia. Come spiegazione dell'improvvisa comparsa di questo disturbo è stato indicato l'aumento, negli ultimi vent'anni, del numero di soggetti che trascorrono l'intera giornata lavorativa facendo uso di tastiere da computer. Disturbi simili sono stati lamentati durante tutta la storia: 'crampo dello scrivano' fu il nome attribuito a un disturbo descritto nel 1864, causato dallo scrivere per lunghi periodi di tempo.
Si è dibattuto a lungo, soprattutto in Australia, sul fatto che si tratti di di una vera e propria malattia. I suoi sintomi, che comprendono dolore, affaticamento, debolezza degli arti superiori, rigidità e crampi (ossia stati di contrazione prolungata e dolorosa di alcuni muscoli), in genere compaiono in modo progressivo; in taluni casi, però, possono presentarsi all'improvviso. Inizialmente, il soggetto prova affaticamento o dolore alla fine della giornata di lavoro, e migliora dopo il riposo notturno. In seguito, il dolore diviene costante e permane anche quando il soggetto non lavora. Tale sindrome viene in genere ritenuta un fenomeno complesso, che può comprendere una vasta gamma di disturbi, anche se secondo alcuni specialisti non vi sono sintomi clinici né lesioni mediche. Molti medici, invece, ritengono che si tratti, in realtà, di una malattia psicosomatica, sebbene i soggetti colpiti presentino sintomi e invalidità reali (vedi Medicina psicosomatica). La sindrome non va confusa con patologie come la sinovite (vedi Membrana), che sono ben definite e si curano mediante l'uso di steroidi (ai quali, invece, non risponde la sindrome da sforzo ripetuto).
L'ambiente lavorativo dovrebbe essere attrezzato in modo tale da ridurre il numero delle ore trascorse in attività ripetitive e, quindi, le probabilità di contrarre questa sindrome. È consigliata la rotazione sul lavoro, che permette di trascorrere parte del tempo a eseguire compiti diversi. Il computer dovrebbe essere posizionato in modo corretto e l'ufficio dovrebbe essere bene illuminato. Sembra che, all'insorgenza di questo disturbo, contribuiscano fattori come l'aumento dello stress, la monotonia, la noia, la pressione verso il raggiungimento degli obiettivi e la mancanza di soddisfazione sul lavoro. La terapia comporta in genere il riposo, la fisioterapia e, eventualmente, il cambiamento della routine lavorativa o dell’impiego stesso. Vedi anche Malattie da stress.
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