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Risultati di Windows Live® Search Teatro della Restaurazione Termine che indica il periodo del teatro inglese successivo alla restaurazione della monarchia nel 1660. Poiché i teatri di Londra erano rimasti chiusi dal 1642 per i diciotto anni della guerra civile e del Commonwealth di Oliver Cromwell, uno dei primi atti di Carlo II fu assegnare patenti regali a due tragediografi di corte, Thomas Killigrew e William Davenant, affinché costituissero due compagnie teatrali, una sotto il patronato dello stesso re (i King's Men) e l'altra sotto quello del fratello, il duca di York (i Duke's Men). Dapprima queste compagnie si installarono in sale concepite per il gioco della pallacorda; quindi trovarono una sede in teatri appositamente costruiti da Christopher Wren, situati rispettivamente in Drury Lane e in Dorset Garden. Dopo il 1682, poiché gli spettacoli erano frequentati solo dall'aristocrazia e dall'alta borghesia, fu sufficiente un'unica compagnia, che recitava al Drury Lane Theatre. Una delle due innovazioni del teatro della Restaurazione riguarda la scenografia (detta all'italiana), che prevedeva l'uso di scene mobili. Gli attori recitavano dietro l'arco di proscenio o sul proscenio stesso, che si protendeva nella platea. La sala conteneva una dozzina di file di panche, era fornita di palchi e di due gallerie poco profonde, una delle quali – quella più alta – era destinata ai borghesi e al popolo. L'altro segno di rottura con la tradizione fu la presenza in scena delle donne, che in precedenza erano state sostituite dagli uomini nei ruoli femminili. Due i generi preferiti dal pubblico: la commedia di costume (comedy of manners), specchio della mancanza di scrupoli morali della società dell'epoca e caratterizzata da una franchezza verbale che sfociava in aperte allusioni erotiche, e la tragedia eroica (heroic tragedy), quasi sempre in distici rimati. Nella prima si distinse Aphra Behn, ma la figura preminente, sia per la commedia sia per la tragedia, fu John Dryden, al quale si devono anche importanti opere teoriche. Gli ultimi autori della Restaurazione furono William Congreve e John Vanbrugh, ma il loro teatro, disinibito e allegro, scatenò una violenta campagna censoria condotta dal vescovo Jeremy Collier in nome dei valori della morale.
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