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Chemioterapia

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ChemioterapiaChemioterapia
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Introduzione

Chemioterapia In medicina, termine che indica genericamente il trattamento delle malattie mediante la somministrazione di composti chimici, presenti in natura o sintetizzati con processi industriali. Comunemente, il termine viene utilizzato con particolare riferimento alla terapia farmacologica del cancro; in tal senso, si contrappone a radioterapia.

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Chemioterapici generali

Tra i chemioterapici intesi in senso ampio, sono comprese vaste categorie di farmaci: ad esempio, i farmaci capaci di debellare infezioni dovute a microrganismi e parassiti, come gli antibiotici, i sulfamidici e gli antimicotici; i composti ad azione ormonale, che intervengono nelle disfunzioni delle ghiandole endocrine, come il diabete o l’ipotiroidismo; le sostanze che hanno effetti sui disturbi del sistema nervoso, come gli ansiolitici o gli antidepressivi (vedi Psicofarmaci); ancora, gli anticoagulanti, che possono essere impiegati nel trattamento di alcuni disturbi del sistema circolatorio; gli antispastici, che hanno un’azione rilassante sulla muscolatura liscia del tubo digerente.

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Chemioterapici antitumorali

La terapia con antitumorali mira, in generale, a bloccare l’attività metabolica e la capacità di replicazione delle cellule malate. In base alla modalità con cui i diversi composti riescono a esplicare tale effetto, si possono distinguere differenti classi di farmaci antitumorali. La chemioterapia antitumorale può essere eseguita anche in combinazione con altri trattamenti terapeutici, quali la chirurgia e la radioterapia; ciò implica spesso una stretta collaborazione fra medici, chirurghi e oncologi (medici specialisti dei tumori). Nella maggior parte dei casi di cancro, la terapia ha lo scopo di migliorare le condizioni cliniche del paziente, cercando di allungarne la speranza di vita e di ridurre i sintomi causati dal tumore. La scomparsa completa della malattia, però, è un obiettivo non sempre facile da raggiungere, soprattutto negli adulti.

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Composti alchilanti

Un primo gruppo di chemioterapici per il trattamento dei tumori maligni comprende una categoria di sostanze denominate alchilanti, composti sintetici chimicamente molto diversi tra di loro. Si ritiene che agiscano formando legami covalenti fra le molecole di guanina di filamenti vicini di DNA, impedendo così in modo meccanico la divisione della doppia elica dell'acido nucleico, necessaria perché questo si replichi e avvenga la mitosi. Esempi di tali farmaci sono il clorambucil, il bisulfano e la ciclofosfamide. Nella pratica clinica vengono usati per trattare il linfoma di Hodgkin (un tumore maligno del tessuto linfoide) e altri tipi di linfoma, la leucemia linfocitaria cronica, il mieloma multiplo (tumore delle plasmacellule del sangue), il seminoma (tumore del testicolo), il carcinoma ovarico, il carcinoma mammario, il neuroblastoma (tumore del sistema nervoso, costituito da cellule nervose embrionali) e alcuni sarcomi.

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