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Concilio ecumenico Assemblea solenne di tutti i vescovi della cristianità, convocata per discutere e deliberare in merito a materie dottrinali o morali. La Chiesa cattolica riconosce come ecumenici otto concili convocati prima dello Scisma greco del 1054 (vedi Scisma), che condusse alla separazione dalla Chiesa orientale, e tredici concili successivi, ai quali non parteciparono i rappresentanti delle Chiese ortodosse (con l’unica eccezione del Concilio di Basilea del 1431-1449). Le Chiese ortodosse riconoscono come ecumenici i concili convocati prima dello Scisma greco del 1054 (vedi Scisma), con l’eccezione dell’ultimo Concilio di Costantinopoli, convocato nell’870.
Il primo concilio ecumenico fu il I Concilio di Nicea, convocato dall’imperatore Costantino nel 325, dodici anni dopo l’editto con il quale egli aveva proclamato la fine delle persecuzioni contro i cristiani nell’impero romano. Il concilio condannò la dottrina di Ario, proclamò la consustanzialità del Figlio con il Padre e formulò la versione del Credo detta “Simbolo niceno”. Il secondo concilio ecumenico fu il I Concilio di Costantinopoli, indetto dall’imperatore Teodosio nel 381. Ampliò il Credo (“Simbolo niceno-costantinopoliano”), che fu adottato da tutte le chiese cristiane, e stabilì la divinità dello Spirito Santo. Il I Concilio di Efeso, convocato nel 431 dall’imperatore Teodosio II, respinse le dottrine di Nestorio e dichiarò la divina maternità di Maria. Il quarto concilio ecumenico fu indetto a Calcedonia nel 451 dall’imperatore Marciano, su richiesta di papa Leone I. Condannò il monofisismo, proclamando la doppia natura (umana e divina) di Cristo. Il II e il III Concilio di Costantinopoli, convocati rispettivamente nel 553 e nel 680-681 da Giustiniano I e Costantino IV, respinsero i Tre capitoli nestoriani e il monotelismo (cioè, la presenza di una sola volontà in Cristo). Il II Concilio di Nicea, convocato nel 787 dall’imperatrice Irene, dichiarò la legittimità della venerazione delle immagini, benché “relativa” e non identica alla venerazione dovuta a Dio solo (vedi Iconoclastia). L’ultimo concilio convocato dagli imperatori e tenutosi in Oriente fu il Concilio di Costantinopoli, indetto nell’869-870, che depose il patriarca Fozio; fu il sesto concilio tenuto in quella città, ma è considerato il quarto dalla Chiesa cattolica (che non riconosce quelli convocati nel 691 e nel 754); non è riconosciuto dalle chiese ortodosse.
Il primo concilio ecumenico svoltosi in Occidente fu il I Concilio lateranense, convocato da papa Callisto II nel 1123. Ratificò il concordato di Worms (firmato nel 1122) e approvò 21 (o 25) canoni, tra cui quello che vietava il matrimonio al clero e quello che sanciva la condanna della simonia. Al II Concilio lateranense, convocato da papa Innocenzo II nel 1139, seguì il III Concilio lateranense, indetto da papa Alessandro III nel 1179, che stabilì le regole per l’elezione del pontefice. Il più importante dei concili lateranensi fu il IV, convocato da papa Innocenzo III: in esso si utilizzò per la prima volta il termine “transustanziazione” e si prescrisse la confessione annuale. Il I Concilio di Lione, convocato nel 1245, scomunicò l’imperatore Federico II, mentre il II Concilio di Lione, del 1274, fu il tentativo di risolvere lo scisma con gli ortodossi. Il concilio di Vienne (1311-1312) soppresse l’ordine dei templari. Il Concilio di Costanza, che fu convocato dall’antipapa Giovanni XXIII e si svolse dal 1414 al 1418, pose fine al Grande Scisma, riunificando il papato; depose Gregorio XII e gli antipapi Giovanni XXIII e Benedetto XIII; bollò come eretica la posizione di Jan Hus (che condannò al rogo); stabilì la superiorità del concilio sul papato (Conciliarismo). Al Concilio di Basilea, che si tenne con alterne vicende dal 1431 al 1449, parteciparono anche le Chiese d’Oriente, ma esso non portò all’auspicata risoluzione dello scisma tra queste e la Chiesa cattolica. Il V Concilio lateranense (1512-1517), convocato da Giulio II, fu il tentativo di riformare la Chiesa: tra le principali misure adottate, la proibizione a stampare libri senza l’autorizzazione ecclesiastica, pena la scomunica. Il Concilio di Trento, indetto da papa Paolo III nel 1542 e apertosi nel 1545, affermò il dogma della transustanziazione e condannò il luteranesimo e il calvinismo. Gli ultimi due concili ecumenici furono il Concilio Vaticano I e il Concilio Vaticano II. Il Concilio Vaticano I, indetto nel 1869 da papa Pio IX, definì l’infallibilità papale nei pronunciamenti ex cathedra. Infine, il Concilio Vaticano II, convocato da papa Giovanni XXIII nel 1959 e iniziato nel 1962, apportò molte riforme liberali, tra le quali l’approvazione dell’uso delle lingue moderne nella liturgia.
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