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Risultati di Windows Live® Search Morandi, Giorgio (Bologna 1890-1964), pittore e incisore italiano, noto soprattutto per i paesaggi e le nature morte. Dopo gli studi all'Accademia di belle arti di Bologna, visse una vita priva di grandi eventi, tutta dedicata alla pittura e all'insegnamento scolastico. Agli inizi della sua carriera aderì al futurismo e nel 1918 si avvicinò alla pittura metafisica di Giorgio de Chirico, senza tuttavia riconoscersi mai pienamente in questi movimenti o tendenze artistiche. Al periodo metafisico appartengono i due dipinti Natura morta (1918, Collezione Jucker, Milano) e Natura morta metafisica (1919, Collezione Jesi, Milano), nei quali la semplificazione geometrica degli oggetti e lo stagliarsi netto dei contorni, oltre a creare un alone di mistero, testimoniano la sua meditazione sulla pittura di Giotto. Morandi mostrò una costante attenzione per l'arte antica e tra i moderni considerò suoi maestri Henri Rousseau e Paul Cézanne, il cui influsso si riconosce chiaramente nelle prime nature morte (Natura morta, 1914, Musée d'art moderne, Paris; 1916, Museum of Modern Art, New York) e nelle Bagnanti (1915, Collezione Rollino, Roma). Nei suoi numerosi paesaggi – ispirati soprattutto a Grizzana, dove Morandi trascorse numerose estati – assunse particolare importanza il colore, per il quale il pittore seguì la lezione di Jean-Baptiste-Camille Corot (Paesaggio di Grizzana, 1913, Collezione Jucker, Milano). I pochi oggetti delle sue nature morte, perlopiù bottiglie e vasi per fiori, sono resi attraverso misuratissime variazioni e sfumature di colore (soprattutto nelle tonalità pastello e bruciate). Sul finire degli anni Venti, Morandi intrattenne rapporti con il movimento artistico del Novecento e con quello letterario di Strapaese, eseguendo tra l'altro incisioni per 'L'Italiano' di Leo Longanesi e per 'Il Selvaggio' di Mino Maccari. Nel 1930 ottenne la cattedra di incisione all'Accademia di Bologna e passò a una pittura più materica (Natura morta, 1931, Collezione Colin, New York), che nel decennio seguente assunse toni più drammatici. Negli anni Cinquanta la sua strenua ricerca formale sfociò in esiti di altissimo livello (Natura morta, 1960, Collezione Pagliai, Firenze). La notevole produzione di incisioni e acquerelli inserisce l'opera di Giorgio Morandi tra le più significative anche fuori dei confini europei.
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