![]() |
Risultati di Windows Live® Search
Risultati di Windows Live® Search Murnau, Friedrich Wilhelm Pseudonimo di Friedrich Wilhelm Plumpe (Bielefeld, Germania 1888 - Santa Barbara, California 1931), regista tedesco. Dopo avere studiato filologia a Berlino e storia dell'arte e letteratura a Heidelberg, si unì alla compagnia teatrale di Max Reinhardt nel 1908. Il suo debutto come regista risale al 1919, con Der Knabe in Blau (Il ragazzo in blu), cui seguì la fitta serie di film che porta al primo capolavoro: Nosferatu il vampiro (1922), tratto dal Dracula di Bram Stoker. Il film è considerato oggi una delle sintesi più alte dell'espressionismo cinematografico, capace di piegarne gli elementi caratteristici (dalla deformata spazializzazione, trasferita però in esterni, fino alla nera struttura melodrammatica) ai fini di una coerente dimensione d'autore. Il problema dell'identità, lo scandaglio delle zone oscure dell'inconscio, il conflitto delle pulsioni intime con oppressive regole sociali alimentano il tessuto espressivo e narrativo della storia del vampiro, definendo il nucleo principale dell'ispirazione dell'artista. Dopo Il campo del diavolo (1922), storia contadina, in cui la modernità esce sconfitta dal confronto con una tradizione capace di misurarsi con la natura, vennero due film sceneggiati da Thea von Harbou, collaboratrice e compagna di Fritz Lang e figura chiave del cinema tedesco dell'epoca: Fantasma (1922) e Le finanze del granduca (1923). Murnau girò quindi L'ultima risata (1924) che, interpretato come i successivi Tartufo (1925) e Faust (1926) dall'attore Emil Jannings, fece di lui uno dei nomi più noti del cinema degli anni Venti. Protagonista del film è la divisa indossata da un portiere d'albergo, simbolo di posizione sociale, sullo sfondo delle inquietudini che pervadono la piccola borghesia tedesca sfiancata dalle ristrettezze post-belliche. Scritto da Carl Mayer e fotografato da Karl Freund, si tratta di un film molto innovativo dal punto di vista del linguaggio cinematografico, che affida la narrazione unicamente alla forza delle immagini (una sola ironica didascalia compare in tutto il film) e si fonda su continui movimenti di macchina, secondo una tecnica e uno stile fino ad allora sconosciuti. Trasferitosi negli Stati Uniti nel 1926, Murnau vi diresse quattro film, tra cui Aurora (1927), Oscar per la 'qualità artistica della produzione': la pellicola ritorna sul tema prediletto del contrasto fra campagna e città, fra tradizione e modernità, in un riuscito incontro della tradizione tedesca con il cinema americano. L'opera d'addio Tabù, prodotta in modo indipendente, venne girata in Polinesia assieme al documentarista Robert Flaherty nel 1929. Il film, pur risentendo della duplice ispirazione, più documentaristica e insieme solare quella di Flaherty, drammaturgica e cupa quella di Murnau, mette in evidenza la capacità di quest'ultimo di realizzare il massimo di espressività con pochissimi elementi e scelte cinematografiche fondamentali. Tabù venne distribuito solo nel 1931, dopo la morte del regista avvenuta in un incidente d'auto.
© 1993-2008 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. |
© 2008 Microsoft
![]() ![]() |