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Risultati di Windows Live® Search Ophüls, Max Pseudonimo di Maximilian Oppenheimer (Saarbrücken 1902 - Amburgo 1957), regista francese di origine tedesca. Iniziò a recitare come attore in teatro nel 1919, passando alla regia nel 1924 e al cinema nel 1930. Tra i pochi film girati in Germania prima del 1933, quando l’avvento del nazismo lo costrinse a fuggire all’estero, si ricordano due drammatiche storie d’amore: La sposa venduta (1932), film tratto dall’opera comica del compositore boemo Bedřich Smetana, e Amanti folli (1932), da un lavoro teatrale di Arthur Schnitzler. Dopo una breve parentesi in Italia, dove girò La signora di tutti (1934) con Isa Miranda, in Francia diresse, tra gli altri film, la commedia La nostra compagna (1936) e il mélo Da Mayerling a Sarajevo (1940). Appartiene al periodo hollywoodiano uno dei suoi capolavori, Lettera da una sconosciuta (1948, da un racconto di Stefan Zweig), al quale seguì Presi nella morsa (1949). Tornato in Francia, Ophüls attinse di nuovo all’opera di Schnitzler per realizzare un altro capolavoro, La ronde – Il piacere e l’amore (1950), dove dieci personaggi formano di volta in volta coppie diverse in un ironico girotondo d’amore venato di amarezza. Dopo I gioielli di Madame de... (1953) girò il suo ultimo film, Lola Montès (1955), dove Martine Carol interpretava la famosa ballerina e cortigiana dell’Ottocento di cui si innamorarono Franz Liszt e Luigi I di Baviera. Fortemente sottovalutato all’epoca in cui uscì nelle sale, il film è ora riconosciuto come una delle più grandi e raffinate prove tecniche del regista. Il figlio di Max Ophüls, Marcel, è un noto regista di documentari storici, al quale si deve anche un film a soggetto, la commedia Buccia di banana (1963).
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