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Guerra delle Falkland Conflitto anglo-argentino per il controllo delle isole Falkland combattuto nel 1982. La proprietà dell’arcipelago era stata motivo di contesa tra Gran Bretagna e Spagna già nel XVIII secolo; successivamente, l’Argentina ereditò gli interessi dell’ex madrepatria, ma nel 1833 si vide definitivamente estromessa da Londra, che affermò il proprio dominio sulle isole aprendo così la disputa su un altro fronte.
Nel 1981, avvicinandosi il 150° anniversario di quell’espulsione, la giunta militare al potere in Argentina (in quel momento in forte difficoltà per la questione dei desaparecidos) fece della riconquista delle Malvinas (così denominate in spagnolo) un obiettivo di primaria importanza. In realtà non era certo che il governo britannico volesse mantenere a ogni costo la colonia, poco popolata (meno di 2000 abitanti) e di scarso interesse economico; tuttavia, gli isolani mostrarono subito di rifiutare ogni ipotesi di trasferimento di sovranità all’Argentina. Dopo una serie di incontri diplomatici fallimentari tenutisi a New York nel febbraio del 1982, la giunta militare argentina, guidata dal generale Leopoldo Galtieri, decise di intervenire e il 2 aprile dette il via all’invasione.
Giudicando intollerabile la mossa argentina, e scorgendovi un’ottima possibilità per riaffermare la potenza inglese, l’allora primo ministro britannico Margaret Thatcher decise di impegnare il suo governo nella liberazione dell’arcipelago. Immediatamente una task-force aeronavale iniziò il viaggio per raggiungere l’Atlantico del Sud; nel contempo il segretario di Stato americano Alexander Haig tentava una difficile mediazione diplomatica, cercando senza successo di convincere l’Argentina a rinunciare alla prova di forza. In maggio, con la flotta inglese ormai prossima alla meta, cominciarono i bombardamenti aerei sulle isole, cui seguirono i primi scontri navali, con perdite su entrambi i fronti. Il rilancio delle trattative venne tentato dal segretario generale dell’ONU Javier Pérez de Cuellar, che si scontrò con la risoluzione argentina a non accettare la cessazione delle ostilità come precondizione allo svolgersi di nuovi colloqui. Il 21 maggio le truppe britanniche sbarcarono a San Carlos, dando il via alla riconquista delle isole, ma nei giorni seguenti il principale fronte di guerra fu quello che oppose l’aviazione argentina alle navi inglesi. L’episodio più famoso fu l’affondamento della nave da sbarco logistica Sir Galahad. Attaccata l’8 giugno dagli Skyhawk argentini e gravemente danneggiata, affondò il 24 dello stesso mese. Gradualmente, con una combinazione di bombardamenti d’artiglieria e attacchi di fanteria per logorare la difesa argentina, i britannici conquistarono le alture intorno a Stanley. Il 14 giugno la guarnigione argentina si arrese e la giunta militare si dimise poco dopo la sconfitta. Le Falkland sono tuttora una colonia britannica rivendicata dall’Argentina.
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