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Risultati di Windows Live® Search Rosi, Francesco (Napoli 1922), regista italiano. Studiò giurisprudenza presso l’ateneo della città natale e iniziò a lavorare come giornalista radiofonico. Esordì nel cinema nel 1946, come aiutoregista e sceneggiatore per grandi registi come Luchino Visconti; la sua prima regia fu La sfida (1958), un film incentrato sulla lotta per il controllo dei mercati da parte della malavita napoletana. Come altri registi della sua generazione, Rosi fu influenzato dal neorealismo, identificando nel mezzo cinematografico la cifra espressiva prediletta per rappresentare i problemi politici e sociali del paese. Molti film sono, infatti, ispirati a eventi realmente accaduti: Salvatore Giuliano (1962) è la biografia per immagini (con l’introduzione di spezzoni tratti dalla cronaca televisiva) del celebre bandito siciliano; Le mani sulla città (1963) è un’amara riflessione sul trasformismo politico e il cinismo del potere; Uomini contro (1971), sceneggiato insieme a Tonino Guerra e Raffaele La Capria e interpretato, tra gli altri, da Gian Maria Volonté, è tratto da Un anno sull’altopiano di Emilio Lussu ed è una vibrata denuncia dell’insensatezza della guerra, interpretata nella prospettiva marxiana della lotta di classe; Il caso Mattei (1972) è un film-inchiesta sulla morte del direttore dell’ENI, Enrico Mattei, cosceneggiato con Tonino Guerra. Rosi diresse anche numerosi adattamenti cinematografici di opere letterarie, come Cristo si è fermato a Eboli (1979), tratto dal romanzo di Carlo Levi, Cadaveri eccellenti (1975), ispirato a Il contesto (1971) di Leonardo Sciascia, Cronaca di una morte annunciata (1987), dall’omonima opera di Gabriel García Márquez, Dimenticare Palermo (1990), tratto dal romanzo della scrittrice francese Edmonde Charles-Roux e La tregua (1997), dal romanzo di Primo Levi. Negli ultimi anni il regista napoletano si è dedicato al teatro, dirigendo gli allestimenti di Napoli milionaria! (2003) e Le voci di dentro (2006) di Eduardo De Filippo. Nel 2008 Francesco Rosi è stato insignito dell’Orso d’Oro alla carriera al Festival di Berlino.
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