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    Italian novelist, critic, and translator. He founded the review Il Politecnico 1945 and had considerable influence on the post-war Italian literary scene.

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    Non più una cultura che consoli nelle sofferenze, ma una cultura che protegga dalle sofferenze, che le combatta e le elimini" Elio Vittorini (Politecnico 29/09/45)

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Vittorini, Elio

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Elio VittoriniElio Vittorini

Vittorini, Elio (Siracusa 1908 - Milano 1966), scrittore italiano. Figlio di un ferroviere, trascorse l’infanzia e la giovinezza in Sicilia e a diciotto anni andò a Gorizia per lavorare come assistente edile. Nel 1930 si trasferì a Firenze, dove entrò nel gruppo della rivista “Solaria”, tra i cui collaboratori c’erano Alessandro Bonsanti, Giacomo Debenedetti, Eugenio Montale, Umberto Saba, Sergio Solmi. Al periodo fiorentino appartengono i racconti di Piccola borghesia (1931) e il romanzo Il garofano rosso (1933-34).

Nel 1938 VIttorini si stabilì a Milano; tra il 1938 e il 1939 pubblicò a puntate Conversazione in Sicilia (comparsa in volume nel 1941), che per lo stile dolorosamente lirico è considerato uno dei romanzi più innovativi del nostro Novecento. A Milano intensificò anche la sua opera di traduzione di importanti autori inglesi (D.H. Lawrence, Daniel Defoe) e americani (classici come Edgar Allan Poe, ma anche autori allora nuovi, come William Faulkner, Erskine Caldwell, John Steinbeck ecc.), svolgendo un’azione parallela a quella svolta da Cesare Pavese, che condivise con lui l’intento di sprovincializzare la cultura italiana e smuoverla dalle sue concezioni tradizionaliste. Questa attività lo portò a compilare l’antologia Americana, nella quale raccolse proprie e altrui traduzioni, accompagnate da commenti critici; pubblicata per la prima volta nel 1941 ma subito censurata dal regime fascista, uscì l’anno seguente in una versione priva delle note critiche e con un’introduzione di Emilio Cecchi.

Dalle sue esperienze nella Resistenza nacque Uomini e no (1945). Fondò allora “Il Politecnico”, periodico che aveva tra i collaboratori Giansiro Ferrata, Franco Fortini, Italo Calvino. I suoi successivi romanzi furono Il Sempione strizza l’occhio al Frejus (1947) e Le donne di Messina (1949), mentre nel 1956, insieme al rifacimento di Erica e i suoi fratelli, che era rimasto interrotto per vent’anni, pubblicò La garibaldina. Cominciò poi a farsi più fitto il suo coinvolgimento nel lavoro editoriale, e nei primi anni Sessanta diresse importanti collane per alcune case editrici, partecipando intanto attivamente al dibattito sul ruolo delle avanguardie letterarie, sull’internazionalità della cultura e sui rapporti fra letteratura e industria. Sede di questo dibattito furono le pagine del periodico “Il Menabò”, da lui fondato e diretto insieme a Italo Calvino. Dopo la sua morte uscì il romanzo lasciato incompiuto Le città del mondo (1969), cui lavorava già dai primi anni Cinquanta, e un’opera di saggistica, Le due tensioni (1967).

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