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Risultati di Windows Live® Search Arpie Nella mitologia greca, mostri alati con testa, busto e braccia di donna e il resto del corpo di uccello rapace; nella credenza popolare erano portatrici della vendetta divina. Originariamente divinità bellissime, vennero poi rappresentate come vecchie dai seni cadenti. Spesso le si confonde con le sirene, o le si associa alle figlie del dio marino Forco: le gorgoni e le graie. Le arpie, chiamate Aello ('tempesta'), Celeno ('oscura', con riferimento alle nubi tempestose), Podarge ('piè veloce') e Ocipete ('colei che vola rapida'), erano figlie di Taumante, figlio di Ponto (il mare) e di Elettra (figlia del titano Oceano ). Si diceva che vivessero nelle isole Strofadi nel mare Ionio o in una grotta sotterranea a Creta, e che volassero con la rapidità e la violenza delle burrasche. Nei miti, le arpie sono conosciute soprattutto per un episodio della storia di Giasone e degli argonauti. Durante il viaggio verso la Tracia orientale, gli argonauti incontrarono Fineo, reso cieco dagli dei per la sua abilità nelle profezie e perseguitato da due arpie che gli impedivano di mangiare, ghermendo il cibo dalla sua tavola o insudiciandolo. Prima di aiutarlo nella ricerca del vello d'oro, Fineo chiese a Giasone di liberarlo dalle arpie: fu così che Zete e Calaide, figli alati di Borea, il vento del Nord, pur non uccidendole, le costrinsero a volare lontano, al di là del mare.
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