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Struttura articolo
Composti ad azione ormonale, da assumere oralmente, possono essere prescritti nei soggetti con bassi livelli di testosterone. Vi sono anche farmaci da iniettare direttamente nei corpi cavernosi, tra cui la papaverina e la pentolamina, introdotti a partire dagli anni Ottanta, e la più recente prostaglandina E1 (che può essere anche inserita con un catetere nell’uretra). Questi composti possono dare luogo ad alcuni effetti collaterali, come la cicatrizzazione dei tessuti interni. Da qualche anno è disponibile il farmaco denominato Viagra®, il cui principio attivo è il sildenafil citrato. La sua azione consiste nella riduzione della sintesi di un enzima, la 5-fosfodiesterasi, responsabile della disgregazione del composto guanosina monofosfato ciclico (GMP ciclico), a sua volta coinvolto nel meccanismo dell’erezione. Il farmaco, quindi, prolunga indirettamente l’azione del GMP ciclico. Assunto per via orale, è efficace dopo circa un’ora. Può avere effetti collaterali, come nausea, cefalea, diarrea, alterazione temporanea della sensibilità visiva ai colori. Nel settembre 2001 sono entrate in commercio altre tre specialità farmaceutiche il cui principio attivo è il cloridrato di apomorfina (che, malgrado il nome, non ha affinità con la morfina). In questo caso l’azione avviene a livello dell’ipotalamo e stimola la produzione di dopamina, innescando una trasmissione di stimoli lungo il sistema nervoso centrale e periferico che rende possibile l’erezione in modo simile a quanto avviene fisiologicamente. Questi preparati risultano quindi adatti soprattutto nei casi di impotenza di natura psicologica. L’assunzione avviene sciogliendo il farmaco sotto la lingua; l’azione avviene in 15-20 minuti.
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