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Introduzione; Origini dell’industrializzazione; Contesti dell’industrializzazione; Deindustrializzazione: la società postindustriale
Industrializzazione e deindustrializzazione In economia, situazioni caratterizzate da un incremento o da una riduzione del ruolo dell’industria nel sistema economico; il processo di industrializzazione rappresenta la transizione da un’economia agricola a una industriale. Al contrario, la deindustrializzazione è uno stadio della crescita economica in cui si registra una contrazione dell’occupazione e della produzione nel settore dell’industria manifatturiera e uno sviluppo del settore dei servizi.
Il processo di industrializzazione è normalmente legato a un aumento della produttività, del reddito pro capite e della domanda di prodotti dell’agricoltura. Affinché possa svilupparsi un processo di industrializzazione, è necessario che la maggiore domanda di prodotti agricoli (prodotti alimentari e materie prime) sia soddisfatta mediante un incremento delle importazioni o attraverso la rapida crescita della produttività agricola nazionale: numerosi studi hanno dimostrato, infatti, l’elasticità di questa domanda rispetto al reddito (all’aumentare del reddito la domanda di prodotti agricoli aumenta). Nelle fasi iniziali del processo di industrializzazione la possibilità di soddisfare la domanda di prodotti agricoli mediante un incremento delle importazioni viene tuttavia limitata dagli effetti che questa politica potrebbe avere sui relativi prezzi internazionali. Nella maggior parte dei casi, dunque, il processo di industrializzazione, per avere successo, necessita di un incremento significativo della produttività agricola nazionale. Le origini della moderna industrializzazione vanno ricondotte alla rivoluzione industriale avvenuta in Inghilterra nel XVII secolo. Tra il XIX e il XX secolo, poi, il processo ha interessato le altre economie europee, l’America settentrionale e il Giappone, mentre nel corso del XX secolo, e in particolare al termine della seconda guerra mondiale, l’industrializzazione si è verificata in alcuni paesi dell’Estremo Oriente.
Intorno alle cause che hanno determinato l’avvio e lo sviluppo dell’industrializzazione e ai modi in cui questo è avvenuto, molti sono gli studi realizzati nel corso del XX secolo. Di seguito sono descritti alcuni modelli teorici che mettono in luce alcuni degli aspetti della transizione dalle società agricole alle società industriali.
Secondo la teoria dell’economista statunitense Walt W. Rostow (1916-2003), un paese può intraprende la strada dell’industrializzazione se la sua economia e la sua società presentano alcune caratteristiche fondamentali, tra cui un elevato livello di produttività del settore agricolo, una spiccata sensibilità nei confronti delle innovazioni tecnologiche, l’esistenza di un mercato per i beni prodotti (quindi redditi sufficientemente alti da stimolare il consumo) e una situazione politica stabile. Questi requisiti, secondo Rostow, sono alla base della vera e propria “rivoluzione industriale”, rappresentata da una fase cosiddetta di “decollo” (take off), della durata di venti-trent’anni. Per Rostow tutti i paesi industrializzati avrebbero attraversato stadi di sviluppo molto simili. Il “decollo” costituirebbe la fase centrale e più importante di questa evoluzione da un’economia tradizionale a un’economia dei consumi di massa; la Gran Bretagna sarebbe stata il primo paese a sperimentarlo, negli anni che vanno dal 1780 al 1800, seguita nel XIX secolo da Francia, Germania e Stati Uniti. Tuttavia, secondo altri studi economici, la teoria di Rostow risulterebbe confermata solo da alcuni episodi dell’industrializzazione; ad esempio, quelli relativi ad alcune aree degli Stati Uniti, dove il concatenarsi di una serie di fattori (tra cui la crescita della popolazione e del sistema dei trasporti, accanto a un’eccezionale disponibilità di capitali) causò un rapidissimo sviluppo industriale. Studi recenti hanno invece sottolineato come in molti paesi europei la fase cruciale del processo di industrializzazione sia durata molto più di un ventennio, impiegando tutto il XIX secolo; in Gran Bretagna, invece, il processo di industrializzazione si sarebbe manifestato attraverso una crescita costante e graduale durata due secoli (XVIII e XIX). La teoria del “decollo” di Rostow ha direttamente ispirato interventi economici in diversi paesi in via di sviluppo, rivelandosi in molti casi inefficace.
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