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Struttura articolo
Introduzione; Cenni storici; Le tipologie più comuni dalla preistoria all’età moderna ; I giocattoli dal Medioevo al Settecento; Lo sviluppo dell’industria del giocattolo; Il ruolo sociale dei giocattoli; I giocattoli moderni
La palla (con le sue sottocategorie, biglie, palline, bocce) è un giocattolo universale e di ogni tempo, confezionato di volta in volta in diverse tipologie e con materiali disponibili sul posto. Ad esempio, in Scozia sono stati ritrovati esemplari in pietra incisa, dal diametro di circa 6 centimetri, risalenti a 5000 anni fa. Nella valle dell’Indo erano in uso palle di cuoio e giunchi intrecciati, mentre in Egitto una pittura murale del periodo della XII dinastia raffigura alcune bambine che giocano con una palla fatta di paglia e canne. Presso gli antichi greci è attestata la diffusione di giochi da eseguire con una vescica d’animale gonfiata.
I primi sonagli non erano che zucche lasciate essiccare, scuotendo le quali i semi rimasti all’interno producevano rumore: il giocattolo è ancora diffuso in molti paesi del Sud del mondo. Presso alcune civiltà il sonaglio aveva (e spesso ha tuttora) la funzione di allontanare gli spiriti maligni. Alcuni antichissimi esempi ci sono pervenuti da Chanhudaro, forse il principale centro per la produzione di giocattoli nell’antica valle dell’Indo: risalgono a 4500 anni fa. Sonagli decorati sono stati riportati alla luce anche in Grecia, Egitto, America e nei territori dell’impero romano.
Oltre alle trottole greche e romane, importanti sono i giocattoli analoghi in creta trovati durante gli scavi della città mesopotamica di Ur, sulle rive dell’Eufrate, e datati intorno al 4000 a.C.
Statuine di animali sono sempre state realizzate in pressoché tutte le civiltà; al pari delle bambole, ebbero spesso un valore rituale e religioso. Alcuni oggettini dalla forma zoomorfa trovati in Mesopotamia sono dotati di una sorta di “guinzaglio” di cuoio, budello o paglia intrecciata, con il quale probabilmente i bambini li trascinavano con sé.
Notizie sui tipi di giocattoli e la loro diffusione durante il Medioevo si trovano nell’opera Indiculus Superstitionium, del IX secolo, e nelle illustrazioni a margine di alcuni testi: si trattava perlopiù di girandole, cavallucci, soldatini, armi, figure in cera o creta, trottole, aquiloni e sonagli. Nel Quattrocento le bambole di migliore fattura erano opera di artigiani tedeschi. I giocattoli venivano venduti soprattutto in occasione di fiere e feste; un’interessante testimonianza circa i giocattoli in uso nel secolo successivo ci viene dal dipinto Giochi di bimbi (1560) di Pieter Bruegel il Vecchio, nel quale ne sono rappresentati alcuni. Per tutto il Rinascimento e fino al XVIII secolo furono le corporazioni a dominare il mercato dei giocattoli, con articoli spesso complessi e di buona fattura. Comparvero i primi cavalli a dondolo, le case per le bambole, i soldatini di metallo. Principali centri di tale produzione furono Norimberga e le città della Baviera, dalle quali i giocattoli venivano esportati in tutta Europa. Il clima della Controriforma si fece sentire anche in questo settore, e il repertorio dei giocattoli a disposizione dei bambini fu ristretto per eliminare tutto ciò che potesse distrarre da una condotta austera e da una “sana” moralità. Tra i balocchi dei fanciulli delle colonie puritane in America, l’Arca di Noè, ad esempio, era tra i privilegiati.
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