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Ecografia Tecnica diagnostica che impiega gli ultrasuoni per ottenere immagini in movimento o fotografiche di organi e tessuti interni.
Per l’esecuzione di una ecografia, viene utilizzato un trasduttore capace di emettere onde sonore a frequenza elevata (ultrasuoni); gli ultrasuoni vengono prodotti da un cristallo in oscillazione rapida e, poiché hanno una frequenza di 18-20 kHz, non risultano udibili dall'orecchio umano. Il cristallo vibra circa 500 volte al secondo, ogni volta per un milionesimo di secondo. Il trasduttore viene poggiato o fatto scorrere lentamente sulla superficie cutanea del paziente, preventivamente spalmata di un apposito gel, in corrispondenza dell’organo interno che si intende esaminare. La sostanza gelatinosa facilita la trasmissione verso l’interno del corpo delle onde sonore emesse dal trasduttore. Le superfici dei tessuti e degli organi interni riflettono le onde sonore, generando un’eco che viene “tradotta” da un computer e permette l’elaborazione di un’immagine visibile su uno schermo che descrive i fenomeni interni; nel caso si osservi un feto in una donna in gravidanza, ad esempio, l’ecografia permette di seguirne eventuali movimenti. L’immagine del monitor può anche essere fermata in modo da ricavarne una stampa fotografica.
L’ecografia Doppler (ecodoppler) è una variante dell’ecografia, in cui il variare delle frequenze delle onde sonore riflesse da parti in movimento, per effetto Doppler, permette di ricavare ad esempio immagini del flusso sanguigno all’interno di vasi di grosso calibro. Nell’ecotomografia gli ultrasuoni vengono impiegati per valutarne non le modalità di riflessione (come nell’ecografia propriamente detta), ma quelle di assorbimento e trasmissibilità attraverso i tessuti dell’organismo; dai dati che ne derivano si ottengono sezioni sottili dei diversi organi.
Alcune delle principali applicazioni dell’ecografia consistono, in ostetricia, nell’esame del feto all’interno dell’utero durante la gravidanza; in ginecologia, nell’indagine di eventuali cisti delle ovaie o altre formazioni patologiche; in oculistica, nell’esame anatomico dei bulbi oculari; in medicina interna, soprattutto nell’esame del fegato, della cistifellea e dei reni; in cardiologia e medicina vascolare, nella valutazione della funzionalità valvolare, della struttura delle cavità atriali e ventricolari e dei vasi sanguigni; in neurologia, nell’esame dei ventricoli cerebrali e nella ricerca di eventuali ammassi patologici. L'ecografia, inoltre,può essere utilizzata per guidare interventi come l'amniocentesi o l'inserimento di un ago da biopsia.
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