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Ecografia

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3.1

L’esame ecografico in gravidanza

Nel corso della gravidanza, l’ecografia rappresenta uno strumento diagnostico che permette di ottenere dati molto rilevanti sul feto. I controlli ecografici raccomandati in Italia sono tre, da effettuarsi al terzo, al quinto mese e al settimo mese.

La prima ecografia viene eseguita tra l’8a e la 12a settimana di gravidanza, generalmente con una sonda introdotta direttamente nella vagina (sonda transvaginale): permette di verificare dati come l’avvenuto annidamento dell’embrione, la presenza di una gravidanza gemellare, la regolarità del battito cardiaco embrionale, la lunghezza vertice-sacro (LVS, attraverso la quale si calcola esattamente l’età dell’embrione). La seconda ecografia (detta morfologica) si effettua con una normale sonda esterna, tra la 20a e la 22a settimana; essa permette di rilevare parametri come la circonferenza cranica del feto (CC), la circonferenza addominale (CA), la lunghezza dell’omero (HL) e del femore (FL); viene riscontrata anche la quantità di liquido amniotico in cui il feto è immerso; si rileva la presenza e la corretta localizzazione di organi vitali come i reni e il cervelletto; è possibile conoscere anche il sesso del nascituro. Infine, la terza ecografia, eseguita tra la 30a e la 34a settimana mediante sonda esterna, dà informazioni riguardanti gli stessi parametri controllati nel corso della seconda ecografia, in modo da rendere possibili confronti e il controllo dell’andamento dello sviluppo fetale; permette di verificare anche i movimenti del nascituro e se esso si trovi nella posizione corretta per la nascita (con la testa rivolta verso la pelvi).

Il numero delle ecografie di routine viene comunque stabilito da ciascuna struttura ospedaliera. Poiché l’esame ecografico non comporta particolari rischi per la madre o per il feto, in casi particolari può essere ripetuto anche un numero di volte superiore a quello previsto. Mediante ecografia possono anche essere messe in luce eventuali anomalie del feto come l’anencefalia (mancanza dell’encefalo), incompatibile con la vita, la spina bifida o cardiopatie congenite; ciò consente, ove sia possibile, di predisporre adeguate misure terapeutiche.

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