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Risultati di Windows Live® Search Aristide, Jean-Bertrand (Port-Salut 1953), uomo politico haitiano, presidente della Repubblica di Haiti (1990-91; 1994-96; 2001-2004). Compiuti gli studi presso il seminario di Port-au-Prince, per il profondo coinvolgimento nelle vicende politiche del suo paese ebbe problemi con i suoi superiori salesiani, che lo mandarono anche all'estero (Israele, Londra, Montreal) per qualche tempo; nel 1982 fu ordinato sacerdote. Divenuto parroco della capitale, non cessò la sua lotta contro la dittatura repressiva di Jean-Claude Duvalier e in difesa dei diritti umani nel paese. Alla caduta del dittatore (1986), si pose alla guida dell'opposizione al regime definito 'duvalierismo senza Duvalier' che ne aveva preso il posto. Nel 1988 l'ordine dei salesiani, sotto pressione governativa, lo accusò di incitamento alla violenza e lo espulse dall'ordine. Alle prime elezioni libere ad Haiti (dicembre 1990) fu eletto presidente con il 67% dei voti, ma un colpo di stato militare lo costrinse nel 1991 all'esilio negli Stati Uniti. Rientrato in patria in seguito all'intervento militare di questi ultimi, nell'ottobre del 1994, riprese le sue funzioni, ma nel rimanente anno del mandato si trovò ad affrontare senza successo la difficilissima situazione interna. Nel febbraio del 1996 gli subentrò nella carica di presidente René Préval; nel novembre dello stesso anno Aristide fondò un nuovo partito politico (la Famiglia Lavalas), con il quale si candidò alle elezioni del 2000, che vinse con la schiacciante maggioranza del 91,8%, anche per il boicottaggio delle opposizioni, che accusarono brogli. Aristide si insediò alla presidenza nel febbraio 2001, ma il suo potere rimase debole e contestato, tanto che, dopo svariati tentativi di colpo di stato, nel marzo 2004 una vera e propria insurrezione armata lo costrinse alla fuga all’estero e alle dimissioni.
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