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Anticamente abitate dai celti, a partire dal I secolo a.C. le Fiandre subirono la conquista dei romani e successivamente l’occupazione dei franchi salii, fino a divenire, nel IX secolo, parte del Sacro romano impero di Carlo Magno. Intorno all'862 Carlo il Calvo (futuro imperatore Carlo II) assegnò al genero Baldovino I i territori compresi tra il fiume Schelda e il mare, e lo insignì del titolo di conte delle Fiandre. Sotto Baldovino I e Baldovino II il territorio fu protetto contro le incursioni dei vichinghi e, all'inizio del X secolo, Baldovino III gettò le basi per lo sviluppo economico della regione, favorendo la manifattura della lana e della seta presso Gand e istituendo fiere annuali a Bruges e Ypres. Con Baldovino V la contea di Fiandra si ampliò fino a comprendere il territorio tra i fiumi Schelda e Dender e il margraviato di Anversa, e sotto Baldovino VI fu annesso anche il confinante Hainaut. Nel frattempo la bonifica di ampie fasce del territorio aveva consentito lo sfruttamento di nuove terre agricole, mentre a Ypres, Lilla, Douai, Gand e Bruges iniziava una produzione di tessuti con materie prime, soprattutto lana, provenienti dall'Inghilterra. Parallelamente le città si erano rafforzate al punto di ottenere il riconoscimento quali entità giuridiche autonome. All'inizio del XIV secolo le Fiandre, nonostante i ripetuti tentativi di conquista da parte di Filippo IV il Bello, riuscirono a mantenere la loro indipendenza, ma dovettero rinunciare alle zone di lingua francese (Lilla, Douai, Béthume e Tournai) che passarono sotto la Corona francese. Nel 1369, in seguito al matrimonio tra Filippo l'Ardito, duca di Borgogna, e Margherita, figlia di Luigi II, conte di Fiandra, la regione fu unita alla Borgogna. Il XIV secolo segnò anche l’inizio della decadenza economica della regione, in crisi per la concorrenza di nuovi centri manifatturieri e per l’incapacità di governo delle corporazioni artigiane. Dopo essere passata sotto il controllo degli Asburgo nel 1477, per il matrimonio tra Massimiliano d’Asburgo e Maria di Borgogna, nel 1555 la regione venne ereditata da Filippo II d’Asburgo, erede al trono spagnolo. Tra la fine del XVI secolo e l’inizio del XVII le Fiandre furono devastate dalla guerra degli Ottant’anni, al termine della quale la parte nordoccidentale, nonché protestante, venne ceduta dalla Spagna alle neocostituite Province Unite. In seguito a una serie di trattati stipulati tra il 1659 e il 1678, la Francia acquisì le cosiddette Fiandre francesi. Al termine della guerra di successione spagnola, in base ai trattati di Utrecht, le terre spagnole restanti passarono agli Asburgo d'Austria. Durante il periodo napoleonico, tra il 1795 e il 1814, le Fiandre furono incorporate nell'impero francese. Nel 1815 il congresso di Vienna unì la regione al Belgio e all'Olanda per formare il regno dei Paesi Bassi, dal quale tra il 1830 e il 1832 il Belgio cattolico ottenne l'indipendenza, mantenendo l'area che corrisponde attualmente alle Fiandre orientali e occidentali. Nel secondo dopoguerra, davanti all'acuirsi delle dispute riguardo i diritti linguistici, gli attivisti fiamminghi fecero pressione per ottenere l'autonomia territoriale dell'intera sezione settentrionale del Belgio, che avevano denominato Fiandre; queste, tuttavia, non divennero ufficialmente una regione fino al 1962, quando si procedette a una divisione del territorio nazionale in base a criteri linguistici (comunità francese, fiamminga e germanofona). Tra il 1970 e il 1993 alcuni emendamenti costituzionali trasformarono il Belgio in uno stato federale, con l'affidamento dei poteri più importanti alle regioni, che godono così di una considerevole autonomia.
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