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Scala dei tempi geologici Tavola che evidenzia una suddivisione temporale della storia della Terra, dall'origine ai giorni nostri. Elemento essenziale per la ricostruzione dell’evoluzione del pianeta sono le rocce: attraverso lo studio delle loro struttura e composizione e degli organismi fossilizzati che molto spesso esse contengono, si possono definire i tempi di tale evoluzione e mettere in correlazione trasformazioni geologiche avvenute in luoghi lontani.
I primi passi nella determinazione scientifica dell'età delle rocce riguardarono le età relative, e non assolute.
Nel 1669 il danese Niels Stensen, osservando che le rocce sedimentarie avevano disposizione perlopiù orizzontale, propose il principio di sovrapposizione, il quale stabilisce che gli strati superiori di una successione indisturbata sono più giovani di quelli che giacciono in profondità. Questo principio costituisce la base del ramo della geologia che ha il nome di stratigrafia e per oggetto lo studio delle rocce come strati visti nei loro rapporti cronologici. Oltre alla sovrapposizione, le relazioni stratigrafiche sono state determinate attraverso l'uso di altri semplici principi. Nelle rocce sedimentarie, ad esempio, uno strato che contiene ciottoli prodotti dall'erosione di una roccia attigua è evidentemente più giovane relativamente a questa; tra le rocce ignee, invece, è l'intrusione che si infiltra nelle rocce circostanti ad essere la formazione più recente. Nel corso del XIX secolo gli studi stratigrafici hanno acquistato ulteriore importanza in seguito all'osservazione del fatto che le rocce sedimentarie tendevano a contenere diversi insiemi di fossili, i quali, nel tempo, presentavano evoluzione di forme.
Le rocce affioranti che si possono studiare in una data località rappresentano una frazione esigua della storia terrestre. Per ricostruire un quadro completo, bisogna considerare le successioni parziali affioranti in molte regioni e compiere un lungo lavoro di correlazione, in cui l'analisi dei fossili rappresenta uno strumento insostituibile. Dato che flora e fauna sono caratterizzate da ampie diffusioni, è stato possibile correlare rocce di età simile, contenenti fossili biologici uguali, in regioni anche lontanissime geograficamente, e costruire una tavola cronologica degli eventi di portata globale, che si estende da tempi molto remoti fino all'epoca attuale. Una delle grandi acquisizioni scientifiche del XIX secolo è stata la messa a punto di un'elaborata tavola della storia terrestre, per quanto priva di riferimenti temporali assoluti. Le maggiori divisioni di tempo di questa tavola si basano sul contenuto di fossili degli strati; pertanto, la divisione primaria distingueva la parte della storia terrestre in cui i fossili risultano rari o del tutto assenti, detta Precambriano (o Criptozoico, che significa 'vita nascosta'), e quella in cui l'evoluzione delle forme biologiche risulta ben documentata. In questa seconda parte vennero distinti i periodi caratterizzati da forme di vita arcaiche, e raggruppati nel Paleozoico ('vita antica'), da quelli segnati dalla comparsa di nuove forme, appartenenti alle ere successive, Mesozoico ('vita media') e Cenozoico ('vita recente'), che comprende i periodi Terziario e Quaternario, a loro volta suddivisi ulteriormente in epoche ed età.
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