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Risultati di Windows Live® Search Saddharmapundarika Sutra Sutra centrale del buddhismo Mahayana, rivelazione completa dell’insegnamento del Buddha. Il Saddharmapundarika Sutra (in sanscrito, Sutra del Loto della Buona Legge), noto anche come “Sutra del Loto”, ha esercitato un’enorme influenza sul buddhismo, ha ispirato sia la setta buddhista cino-giapponese Tendai sia gli insegnamenti del monaco giapponese Nichiren, ed è venerato nel buddhismo Mahayana. Testo fondamentale per stabilire le differenze dottrinali dell’orientamento Mahayana rispetto alla tradizione Theravada (o Hinayana), si divide in 28 capitoli, perlopiù in versi, ed è famoso per le sue qualità letterarie oltre che religiose. Esso presenta il Buddha dal punto di vista del Mahayana, come un essere universale che si manifesta mediante una corporeità metamorfica e predica per un tempo incalcolabile a un’assemblea di dei, spiriti, arhat, bodhisattva e semplici devoti. Manifesta la sua divinità nei miracoli, rivelando l’infinità dei mondi e dei Buddha. Il sutra presenta una serie di parabole, canti, dimostrazioni miracolose e similitudini poetiche. La sua tesi centrale, racchiusa nella famosa parabola della “casa in fiamme”, consiste nei tre modi di salvezza insegnati dal Buddha, aspetti, questi ultimi, del buddhayana, il “veicolo del Buddha”; essi hanno identico scopo, la buddhità, benché il Buddha adatti il messaggio alle capacità del ricevente. Il pensiero Mahayana ritiene il “grande veicolo” dei bodhisattva superiore al “piccolo veicolo” (Hinayana). Il sutra, tradotto complessivamente quattro volte dal sanscrito al cinese, fu tradotto per la prima volta nel III secolo d.C. Il capitolo 25, dedicato ad Avalokitesvara, il bodhisattva della compassione, divenne famoso come testo autonomo.
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