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Introduzione; Progettazione dei giardini; Il giardino nella Roma antica; Il giardino all'italiana; Il giardino inglese; Parterre; Il giardino paesaggistico; Ritorno al classico; L'uso di aiuole fiorite; Il giardino selvatico; Oriente e Occidente; Il Novecento
Giardino Appezzamento di terreno, generalmente recintato, coltivato con piante verdi e fiorifere allo scopo di creare un ambiente piacevole e armonioso. Terreni con colture diverse da quelle puramente agricole esistevano già nell'antico Egitto e i giardini pensili di Babilonia erano celebrati da Antipatro di Sidone (vedi Antologia palatina) come una delle sette meraviglie del mondo. Nei giardini egizi, infatti, la disposizione delle piante, il tracciato regolare dei sentieri, e talvolta anche una vasca centrale circondata da edifici, sembrerebbero indicare un interesse ornamentale e architettonico mirato al loro godimento da parte dell'uomo. Da allora, nei giardini sono state concretizzate tutte queste potenzialità, anche se in modi molto diversi a seconda dei periodi storici e dei paesi. Nelle città moderne esistono piccoli giardini accanto alle abitazioni, oppure grandi giardini compresi in parchi pubblici o in proprietà private. A seconda della destinazione e dell'uso variano anche le tipologie e gli scopi del giardino: ci sono orti e frutteti; terreni ripartiti in modo che alcune parti sono coltivate e altre ornamentali; infine esistono giardini concepiti esclusivamente per soddisfare il gusto estetico del proprietario. A partire dal XVII secolo, nei grandi parchi europei l'orto, cintato da mura, venne disposto a una certa distanza dalla casa e dal giardino ornamentale affinché l''utile' non stridesse con il 'bello'. Ad esempio, nel parco del palazzo di Versailles il potager o orto, nonostante fosse molto grande e di notevole bellezza, fu situato ai margini del parco, distante dal giardino e dalla reggia in modo tale da non violarne l'armonia.
A partire dall'antico schema egizio, in Occidente la progettazione del giardino si è sviluppata seguendo un ordine regolare: piante, fiori, aree erbose e talvolta anche edifici, sono quasi sempre stati progettati in modo da formare, tra loro e nell'insieme, una serie di figure geometriche. L'unica importante eccezione è costituita dal 'giardino paesaggistico' inglese: una tipologia impostasi nel secolo XVIII come reazione alla regolarità formale e geometrica dei giardini italiano e francese. Nel corso dei secoli, le piante usate per i giardini si sono molto diversificate, adeguandosi al mutare del gusto determinato da fattori come l'introduzione di nuove piante conseguente alle scoperte geografiche. Ad esempio, a partire dalla scoperta dell'America (con l'arrivo in Europa di patate, pomodori, frutti di Passiflora, cactacee, aloe), la varietà di piante e alberi adatti ai giardini europei è notevolmente aumentata. In principio i giardini rispettavano uno schema rettangolare o quadrato, essendo essi generalmente delimitati da mura o palizzate che li separavano dalle altre proprietà confinanti o dagli attigui campi coltivati. L'area veniva divisa da sentieri o siepi in due o quattro settori; tenendo conto delle caratteristiche del luogo, il giardino poteva essere terrazzato, oppure avere un sistema di canalizzazione delle acque in modo da formare una cascata o un laghetto delimitato da pietre. Il numero degli elementi architettonici usati (quali pietre per delimitare e pavimentare i sentieri, balaustre per i terrazzamenti, statue, monumenti e piccoli edifici) era strettamente legato alla ricchezza e al gusto del proprietario.
Testimonianze sugli antichi giardini geometrici romani ci sono pervenute grazie ai reperti archeologici di Pompei, Ercolano, Ostia o della villa dell'imperatore Adriano a Tivoli. Indipendentemente dall'estensione, la struttura del giardino era fissa e consisteva in un'area rettangolare delimitata da mura, con un portico a colonne usato per le passeggiate. Il giardino era attraversato da sentieri, occupato al centro da una vasca centrale e, talvolta, vivacizzato dalla presenza di sculture, fontane o tempietti. Il terreno era ricco di arbusti e piante sempreverdi: bosso, mirto, alloro, edera, oleandro e rosmarino. Tra le piante caducifoglie si coltivavano l'acanto, le rose e la vite; tra i fiori venivano utilizzate diverse varietà di narciso e viola. Il modello del giardino di epoca romana continuò a essere applicato e realizzato nel Medioevo, nei chiostri dei collegi universitari e dei monasteri.
Per i loro giardini, i romani fecero un grande uso delle sempreverdi, soprattutto il bosso, l'alloro e il cipresso, potandole in modo da creare figure artificiali: questa forma di decorazione risponde al nome di topiaria. Alcune di tali figure consistettero in semplici forme geometriche con una potatura ad angolo retto, altre furono fantasiose ed estremamente elaborate, con la potatura a forma di figura umana o animale.
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