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Risultati di Windows Live® Search Paik, Nam June (Seoul 1932 – Miami, Florida 2006), artista statunitense di origine coreana; fu il primo a utilizzare l’apparecchio televisivo per creare un’innovativa forma espressiva, che fu chiamata Video Art. Trasferitosi in Giappone con la famiglia allo scoppio della guerra di Corea (1950), Paik si laureò in storia dell’arte e della musica all’Università di Tokyo. Proseguì gli studi di musica a Monaco di Baviera, dove fu allievo di Karlheinz Stockhausen, e a Friburgo, dove studiò composizione. Collaborò poi con il Centro di musica elettronica WRD di Colonia e nel 1961 fu tra i fondatori di Fluxus, movimento artistico dalle iniziative clamorose; allo stesso periodo risale l’incontro con John Cage. Negli anni Sessanta Paik fu autore di celebri performance: la più famosa resta Etude for Pianoforte (1960) in cui l’artista suonava uno studio di Chopin, scoppiava in lacrime, saltava tra il pubblico, copriva di shampoo John Cage, dopo avergli tagliato la cravatta, e se ne andava annunciando che la performance era finita. La svolta verso la videoarte avvenne nel 1963, quando presentò, alla Galerie Parnass di Wuppertal, nella mostra Exposition of Musik / Electronic Television, un assemblaggio di media diversi con tredici televisori, tre pianoforti e altre fonti sonore. Stabilitosi a New York nel 1964, ebbe la sua prima esposizione personale l’anno seguente alla Galerie Bonino. Nel 1966 diede avvio alla serie delle installazioni multi-monitor e agli happening con musicisti, monitor e registrazioni; scalpore creò Opera Sextronique (1967), in cui la violoncellista Charlotte Moorman si esibiva con due piccoli monitor sul seno nudo (esibizione che portò all’arresto dell’artista). Presenza importante dell’arte contemporanea, Paik fu instancabile animatore culturale; innumerevoli le collaborazioni con artisti dalle poetiche anche molto distanti dalle sue; tra questi, ricordiamo Joseph Beuys, Laurie Anderson, David Bowie, Merce Cunningham. Insegnante dal 1979 all’Accademia di belle arti di Düsseldorf, partecipò alle principali mostre internazionali, dalla Biennale di Venezia (nel 1966 e nel 1993) a Documenta di Kassel. Tra le retrospettive della sua opera, da ricordare “The Worlds of Nam June Paik”, organizzata dal Guggenheim Museum di New York nel 2000.
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