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Bildungsroman Genere di romanzo avente come motivo centrale l’evoluzione spirituale, culturale e psicologica del protagonista, dalla prima infanzia alla maturità. Il termine tedesco Bildungsroman (“romanzo di formazione”) fu introdotto nella critica letteraria ottocentesca da Karl Morgenstern, docente di letteratura ed estetica, e viene usato con particolare riferimento alla narrativa tedesca. Ciò che caratterizza il Bildungsroman come genere tipicamente tedesco è il suo legame con la forte tradizione filosofica della Germania.
Un primo esempio di Bildungsroman si ritrova in Agatone (1766-67) di Martin Wieland, ambientato sullo sfondo dell’antica Grecia. Il Bildungsroman più famoso è però Gli anni di noviziato di Wilhelm Meister (1796) di Johann Wolfgang Goethe, una delle opere più celebrate in età romantica, romanzo dall’intreccio complesso, dove il protagonista si forma misurandosi con le delusioni che gli derivano dall’esperienza amorosa e dalla passione per il teatro. Nella scia del Wilhelm Meister si muovono le Peregrinazioni di Franz Sternbald (1798) di Ludwig Tieck, Enrico il verde (1854-55) di Gottfried Keller, Dare e avere (1855) di Gustav Freytag, Tarda estate (1857) di Adalbert Stifter e Il pastore della fame (1864) di Wilhelm Raabe.
Esempi di Bildungsroman nella letteratura inglese comprendono il Sartor Resartus (1833-34) di Thomas Carlyle; David Copperfield (1849-50) e Grandi speranze (1860-61) di Charles Dickens; Così muore la carne (1903) di Samuel Butler; Figli e amanti (1913) di D.H. Lawrence; Ritratto dell’artista da giovane (1916) di James Joyce; Il viaggio più lungo (1907) di E.M. Forster. Nella letteratura francese si può considerare “romanzo di formazione” l’Educazione sentimentale (1869) di Gustave Flaubert; nella letteratura italiana, un esempio è dato dalle Confessioni di un italiano (1867) di Ippolito Nievo.
Il filone inaugurato in Germania dal Wilhelm Meister trova la sua migliore prosecuzione nei romanzi di Thomas Mann, Altezza Reale (1909), La montagna incantata (1924) e Giuseppe e i suoi fratelli (1933-1943). La montagna incantata è probabilmente la rappresentazione più intellettualistica del Bildungsroman: ambientata in un sanatorio svizzero nel periodo immediatamente precedente la prima guerra mondiale, racconta del giovane ingegnere Hans Castorp che, dopo essersi recato in visita presso un cugino malato, diventa egli stesso un paziente del sanatorio. Nella vicenda si intrecciano temi filosofici e la storia dell’educazione sentimentale del protagonista a opera di un’affascinante russa, Claudia Chauchat. In Giuseppe e i suoi fratelli, una tetralogia biblica basata su una rielaborazione del Libro della Genesi, Giuseppe rappresenta l’artista egocentrico che gradualmente raggiunge la saggezza. Nei romanzi di Hermann Hesse, contemporaneo di Mann, il tema principale è quello del viaggio alla ricerca di se stesso, come avviene in Peter Camenzind (1904). In Siddhartha (1922) e nel Pellegrinaggio in Oriente (1932), la ricerca interiore è perseguita attraverso l’esperienza del misticismo orientale.
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