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Struttura articolo
Introduzione; Le ere glaciali; Massa, equilibrio e movimento dei ghiacciai; Erosione glaciale; Deposizione glaciale; Fenomeni fluvioglaciali; Periglaciazione
I ghiacciai possono scolpire la roccia in modi diversi, ma soprattutto agiscono tramite i detriti rocciosi posti alla loro base che esercitano una forte azione abrasiva; inoltre, possono spostare grossi massi che, tramite violenti impatti, provocano la frantumazione delle rocce dei versanti di valle.
Un ghiacciaio può essere delimitato o incanalato, come avviene in ambiente di montagna, oppure può espandersi liberamente su grandi estensioni, come accade nelle calotte glaciali. I ghiacciai montani modificano le valli a V, formate dall’azione erosiva dei corsi d’acqua, in caratteristici canali glaciali (spesso fortemente erosi rispetto al paesaggio preesistente) dal profilo trasversale a U. Il profilo dei canali prodotti dal glacialismo è spesso irregolare, con soglie rocciose che chiudono bacini occupati da specchi d’acqua. Di questi ultimi sono un esempio i loch delle Highlands scozzesi. Le sommità dei canali glaciali sono costituite spesso dai cosiddetti circhi glaciali. Sono queste forme ad anfiteatro dal fondo pressoché piatto che vanno a sboccare, tramite una rottura di pendenza, nel canale glaciale vero e proprio.
È necessario effettuare una distinzione tra i processi di deposizione detritica che avvengono alla base del ghiacciaio, detti subglaciali, e quelli che avvengono sulla superficie, detti sovraglaciali. Il deposito che deriva da questi processi è definito detrito glaciale: si tratta di una mescolanza di sedimenti estremamente assortiti, che vanno da sabbie e argille fino ai massi tondeggianti di grandi dimensioni che rimangono, solitari nel paesaggio, a testimonianza di un’epoca glaciale lontana (massi erratici).
Le forme del paesaggio più tipiche del glacialismo sono le morene. Talvolta il deposito glaciale è modellato in dorsali lunghe e strette e collinette di detriti dalla forma arrotondata. Queste collinette hanno una durata molto variabile, a seconda della forma e del materiale da cui sono costituite; le cause della loro formazione sono poco conosciute e possono risultare da processi diversi, quali l'accumulo di materiale intorno a sporgenze rocciose situate alla base del ghiacciaio. I ghiacciai situati nelle valli montane ad alta quota depositano i detriti glaciali formando morene che, a seconda della loro posizione rispetto al ghiacciaio, sono dette laterali, mediane o terminali. Le morene laterali si formano ai lati dei ghiacciai in seguito all’accumulo di detriti rocciosi strappati dal ghiacciaio stesso ai versanti della valle; quando due ghiacciai confluiscono, le morene laterali si uniscono lungo l’asse del ghiacciaio risultante a formare le morene mediane. Le morene terminali sono costituite dai sedimenti spinti in avanti dal fronte del ghiacciaio e, quando il ghiacciaio si ritira, testimoniano il suo limite massimo di avanzamento.
Tutti i ghiacciai, ma in particolare quelli in fase di ritiro, producono grandi quantità d'acqua di disgelo che, spesso, scorre in canali sulla superficie dei ghiacciai stessi. Il deflusso dell'acqua di disgelo dai ghiacciai varia sia stagionalmente (raggiungendo il massimo in estate) sia giornalmente (il massimo giornaliero si raggiunge nel primo pomeriggio). L'acqua di disgelo, di solito carica di sedimenti, è in grado di erodere il substrato roccioso creando canali di deflusso che si possono formare sia al di sotto del ghiacciaio sia ai suoi margini; nel primo caso può anche accadere che l’acqua scorra in salita per effetto della pressione idrostatica. Il carico di sedimenti trasportato dalle acque di disgelo si deposita spesso in tunnel alla base del ghiacciaio; quando il ghiacciaio si ritira tali depositi vengono alla luce come dorsali lunghe e sinuose, talvolta discontinue, conosciute come eskers. Le colline formate dal deposito di questo materiale sono conosciute con il termine kame. Quando l'acqua di disgelo si allontana dal fronte del ghiacciaio, la sua capacità di trasportare materiale si riduce rapidamente; esso deposita il suo carico di sedimento, spesso su vaste aree, formando le cosiddette piane da dilavamento glaciale.
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