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Asbestosi Grave malattia polmonare causata dall'inalazione continuata di polvere di amianto o asbesto per un lungo periodo di tempo. L'amianto è un silicato fibroso, molto usato in passato per rinforzare i materiali da costruzione, come isolante e come materiale resistente al calore nelle superfici sottoposte a frizione. Il pericolo causato dall'inalazione delle polveri di questi materiali fu, tuttavia, compreso solo dopo che molti lavoratori vi erano stati esposti per anni, poiché le alterazioni polmonari si verificano molto lentamente e iniziano a produrre sintomi solo dopo 20-30 anni. Le particelle di amianto che risultano particolarmente nocive per la salute sembrano essere quelle di diametro inferiore ai 5 millesimi di millimetro: quelle di diametro superiore, infatti, sarebbero trattenute dalle ciglia che rivestono l'epitelio delle vie respiratorie, inglobate nel muco che questo secerne, e infine espulse mediante la tosse.
Le particelle di amianto di dimensioni inferiori ai 5 millesimi di millimetro si localizzano nei polmoni, provocando una reazione irritante a livello degli alveoli (alveolite) e un processo di cicatrizzazione polmonare (fibrosi interstiziale diffusa), cioè la produzione di una rete di tessuto connettivo fibroso. Tali processi interferiscono con l'efficienza dei processi respiratori. Il primo sintomo dell'asbestosi è la mancanza di fiato (dispnea) che, via via che le alterazioni si aggravano, si presenta in seguito a sforzi sempre minori. L'inadeguata ossigenazione del sangue e l'aumento dei livelli di anidride carbonica causano automaticamente un aumento riflesso della velocità e della profondità della respirazione. Inoltre, si verificano anche tosse sempre più grave e una sensazione di costrizione al petto. La gravità dei sintomi è correlata alla quantità di amianto che si localizza nei polmoni, quantità che a sua volta è proporzionale al tempo e all'intensità di inalazione di questo silicato. L'asbestosi può progredire fino all'insufficienza respiratoria, in cui l'apporto di ossigeno è talmente scarso che il paziente è senza fiato e cianotico anche quando riposa a letto. A questo stadio, le radiografie del torace mostrano alterazioni caratteristiche e le punte delle dita delle mani sono ispessite. La fibrosi dei polmoni può ostruire a tal punto il passaggio del sangue da provocare un danno secondario al cuore, noto come cuore polmonare. La diagnosi di asbestosi è basata su una storia di esposizione all'amianto, sull'insorgenza di manifestazioni cliniche, sull'esame radiologico e, in caso di dubbio, sulla dimostrazione della presenza di fibre di amianto in campioni prelevati dal materiale espulso dal polmone.
Non esiste alcuna terapia efficace per questa patologia, il cui instaurarsi nell'organismo comporta con buone probabilità una riduzione del numero di anni di vita. La ricerca ha dimostrato che i soggetti con asbestosi presentano un rischio maggiore di cancro del polmone, soprattutto se sono anche fumatori. I lavoratori affetti da asbestosi possono comunque giovarsi di terapie volte a limitare le complicazioni infettive e a migliorare la capacità respiratoria.
Il Decreto Legge 277 del 15 agosto 1991, che riguarda la protezione dei lavoratori dai rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro, prevede che, nelle fabbriche e nei luoghi in cui vi è presenza di amianto, i datori di lavoro predispongano indagini per valutare il grado di inquinamento ambientale e di polveri di amianto presenti nel luogo di lavoro. In base ai risultati di tali indagini, si devono organizzare controlli sanitari, da ripetersi con cadenza almeno annuale, in modo che lo stato di salute di chi si espone a questa sostanza venga monitorato. La legge prevede anche che i lavoratori si sottopongano a visite mediche anche dopo avere cessato l'attività che comporta l'esposizione all'amianto. I controlli periodici consistono in una visita clinica e nella valutazione di almeno tre tra i seguenti sintomi: presenza di particelle corpuscolate nell'espettorato; presenza di rantoli e rumori respiratori; insufficienza della ventilazione polmonare; alterazione dello scambio dei gas respiratori tra alveoli e capillari sanguigni; presenza di siderociti (cellule contenenti granuli di ferro) nell'espettorato. Vedi anche Malattie professionali e ambientali.
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