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Risultati di Windows Live® Search Szasz, Thomas Stephen (Budapest 1920), psichiatra e psicoanalista statunitense di origine ungherese, noto per le sue controverse opinioni sulla salute mentale. Appartenne alla scuola di pensiero conosciuta come 'movimento antipsichiatrico', alla quale aderiva anche lo psichiatra inglese Ronald D. Laing. Di formazione medica, Szasz insegnò psichiatria in diverse università statunitensi; fu inoltre curatore di varie riviste scientifiche, fra cui 'The Journal of Humanistic Psychology'. Nel suo testo più conosciuto, Il mito della malattia mentale (1961), Szasz sostenne che i concetti di follia e di normalità sono artificiosi, creati per controllare le deviazioni dal pensiero della maggioranza della popolazione. Lasciando lo studio del cervello (di cui, in confronto alle altre parti del corpo, si sa poco) in mano alla classe medica, continuava Szasz, la società è in grado di etichettare coloro che deviano dalle norme come 'malati' bisognosi di 'cure' psichiatriche per tornare a essere 'sani' (in altre parole, 'normali'). Il concetto di salute mentale autorizzerebbe così la maggioranza a soffocare la minoranza. In questo senso, secondo Szasz, se ogni differenza tra gli esseri umani viene etichettata come 'malattia mentale', la psichiatria si riduce a essere poco più che un mezzo morale o politico per ristabilire il conformismo sociale. Szasz pubblicò più di una ventina di libri, molto polemici con la classe medica, tra cui si ricordano I manipolatori della pazzia (1970), Sesso a tutti i costi (1980) e Compassione crudele (1994).
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