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Risultati di Windows Live® Search Forma (filosofia) Nell'antica filosofia greca, ciò che costituisce l'essenza delle cose. In particolare, il concetto di forma svolge un ruolo fondamentale nella filosofia di Platone e Aristotele. Le forme platoniche sono entità immateriali ed eterne, che esistono separatamente dai comuni oggetti d'esperienza del mondo sensibile e costituiscono oggetti della ragione più che della percezione, identificandosi con le idee. Per Platone le forme rappresentano l'oggetto proprio dell'indagine filosofica, poiché assicurano alla conoscenza un fondamento stabile, a differenza delle copie di queste proprietà che percepiamo nel mondo. In opposizione a Platone, per Aristotele le forme sono invece 'immanenti': non si trovano, cioè, al di là dei comuni oggetti d'esperienza, ma sono intrinseche alla materia. I mattoni, ad esempio, sono la materia di cui è fatta una casa, ma i mattoni, di per sé, non costituiscono una casa. È la forma più che la materia a rendere la casa ciò che è, poiché la forma rappresenta l'essenza della casa, intesa come un riparo per persone e beni. In campo biologico, per Aristotele la forma è un principio dinamico che determina i processi naturali di sviluppo dell'organismo e viene trasmesso al momento della nascita; pertanto, la forma di una cosa vivente viene identificata con la sua anima. In seguito, nella scolastica medievale, il concetto di forma, inteso perlopiù secondo la definizione aristotelica, ispirò gran parte della disputa tra nominalismo e realismo sugli universali. In età moderna, fu Kant a operare una radicale rottura con la tradizione, definendo forme a priori le funzioni conoscitive della mente, che, se da un lato non possiedono esistenza autonoma e trascendente, dall'altro non sono però desunte dall'esperienza, essendo condizioni della sua intelligibilità.
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