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Alfonsín, Raúl

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Raúl AlfonsínRaúl Alfonsín

Alfonsín, Raúl (Chascomus 1926), presidente dell'Argentina (1983-1989). Avvocato, militante del Partito radicale dal 1945, cominciò la carriera politica nel 1952. L'anno seguente fu imprigionato per un breve periodo sotto il governo di Juan Domingo Perón. Due volte membro della Camera dei deputati (1963-1966 e 1973-1976), dopo la guerra delle Falkland e il crollo del regime militare (1982-83) venne eletto presidente.

Durante il suo mandato cercò di consolidare la nuova democrazia argentina, ma incontrò molte resistenze nel tentativo di sanare le ferite legate alla 'sporca guerra' mossa dal precedente regime contro gli oppositori interni (che tra il 1976 e il 1983 costò la vita a 10.000 argentini); l'impresa culminò nell'arresto dell'ex presidente Jorge Rafael Videla e di altri quattro membri della giunta militare nel 1985. Sopravvissuto a una serie di attentati e falliti golpe, nel 1986 ottenne il riconoscimento del Consiglio europeo per la difesa dei diritti umani. Il secondo fronte della sua azione di governo fu quello economico: l'adozione dell'Austral Plan nel 1985 ridusse l'inflazione, ma gli effetti benefici si rivelarono solo temporanei. Alle presidenziali del 1989, in un clima di iperinflazione, il candidato peronista Carlos Menem sconfisse l'esponente radicale Eduardo Angeloz: Alfonsín restò allora a capo dell'opposizione fino al 1995, quando fu accusato di tenere una linea troppo morbida col governo e per questo venne sostituito da Rodolfo Terragno.

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